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L’Università di Foggia accoglie il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Il capo dello Stato è stato accolto da un lungo applauso e la grande emozione dei presenti. Il tema dell'evento sarà quello relativo alle 'Povertà educative', affidato alla prolusione della professoressa Daniela Dato

L’Università di Foggia accoglie il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il capo dello Stato, giunto in città per inaugurare il nuovo anno accademico UniFg, è stato accolto da un lungo applauso e la grande emozione dei presenti, culminata nell'esecuzione dell'Inno di Mameli. Il tema su cui l'ateneo intende confrontarsi sarà quello relativo alle 'Povertà educative', affidato alla prolusione della professoressa Daniela Dato, e al bisogno di una cultura della legalità, oggi più che mai necessaria. 

A prendere la parola, prima del discorso del magnifico rettore, Pierpaolo Limone, sono stati nell'ordine la rappresentante del personale Ata, la dottoressa Clemente, e il rappresentante degli studenti Mirko Bruno. Obiettivi, strategie future e la 'capitalizzazione' dell'esperienza pandemica i punti toccati dal rettore Limone, il cui obiettivo è quello di "occupare con la cultura quel vuoto sociale che può portare al proliferare della criminalità". A realizzare questa impresa, spiega, saranno i 13mila studenti UniFg.

a presenza del capo dello Stato in città, infatti, rappresenta il momento culminante di un ampio percorso che l’ateneo dauno ha intrapreso in materia di antimafia sociale, offrendo alla popolazione studentesca (e non solo) importanti momenti di riflessione e confronto con il procuratore nazionale antimafia, Cafiero De Raho e il presidente di Libera don Luigi Ciotti, con Tano Grasso, presidente onorario Fai antiracket e con la ministra alla Giustizia, Marta Cartabia.

L’impegno dichiarato da UniFg è quello di lavorare per contribuire a realizzare lo scatto d’orgoglio necessario a trasformare Foggia da città vessata dalla mafia a città dell’antimafia. Per questo, la visita del Presidente Mattarella riveste una doppia importanza: oltre a rappresentare la massima carica dello Stato è anche testimonianza vivente di impegno sul tema (il fratello Piersanti, presidente della Regione Sicilia e simbolo del riscatto e di una nuova Sicilia ispirata ai valori dell'antimafia, fu assassinaato nel 1980).

"È un giorno importante per questa Università. Non solo perché ospita la massima autorità dello Stato, il suo Capo, ma anche perché dimostra di essere scesa in campo molto concretamente nella lotta alla criminalità. Lo fa con gli strumenti più efficaci che esistono. La conoscenza, la condivisione, la divulgazione", spiega la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Donatella Curtotti.

"Credo nella voglia di questo territorio e della sua gente di reagire. Meno nel coraggio e nella determinazione dell'economia e della politica locali. Spero che questa giornata e le parole del Presidente della Repubblica italiana riaccendano il senso di responsabilità in chi è tenuto ad averlo per il ruolo che ricopre. Nelle istituzioni, nella politica nell'economia. Diversamente, non potremo dare un futuro migliore a questa terra e a nessuno di noi", conclude.

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