Una panchina per due

Una panchina per due

Quando il razzismo corre sul web. Foggia città accogliente?

Dal blog 'Una panchina per due' di Leonardo De Santis

I migranti che protestano

Un gruppo d’immigrati qualche giorno fa ha bloccato l’ingresso della Prefettura di Foggia, in segno di protesta contro i dinieghi della Commissione territoriale – agli stessi stranieri – per il riconoscimento dello status di rifugiato. Gli autori della protesta hanno bloccato l’ingresso e l’uscita della struttura foggiana impedendo così lo svolgimento delle regolarità attività lavorative; la situazione, poi, è lentamente tornata alla normalità.

Oggi vorrei partire da questo episodio per focalizzare l’attenzione dei lettori su di un fenomeno assai grave, che a mio parere va segnalato anche agli organi competenti di polizia postale. Il Tribunale di Roma ha condannato un 34enne romano per la pagina Facebook ‘Cartellopoli’. L'obiettivo era contrastare la diffusione dei cartelloni pubblicitari, ma i commenti dei suoi amici si sono spinti verso l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato.

Stessa cosa potrebbe ravvisarsi nei commenti postati da alcuni utenti sui social, che il minimo che si possa dire, è che hanno istigato all’odio razziale. Non so più dirvi se Foggia è una città accogliente, ma vi assicuro che non sembra, così come sembra fatto di proposito mantenere alcuni commenti ed eliminarne altri, soprattutto se teniamo conto che in un caso che mi riguarda, l’amministratore di una pagina fu avvisato del rischio che correva. Esempi mi vergogno un po’ a farli, ma senza non capireste. Si leggeva: “questo sindaco che ha avuto il mio voto, ha anche portato la nerona in consiglio” oppure “Zioooo Benito ritorna fai presto” e ancora: “il duce era troppo buono”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Non credo affatto alla ricostruzione di un vivere e di un sentire civile per costoro, intendo sensibilizzare su questi argomenti che data la crisi in Libia saranno sempre più all’ordine del giorno, e prego chiunque legga di controllare e segnalare episodi simili sui social.

Una panchina per due

" Blog politico, che nasce quasi da zero, o comunque riparte da zero. Che fa un percorso inverso perché non nasce per una campagna elettorale, ma dopo. Una scelta molto rischiosa ma caratterizzata da un'alta attenzione nei confronti del contenuto, che diventa centro nodale di racconto e lavoro. Cercherò un processo di comunicazione il più possibile completo, basato sull'editorialità e la interazione continua con l'utenza. Vi sono vari modi di ""prendersi cura"" della propria città - passaggio imprescindibile per migliorare Foggia e renderla sempre più accogliente - per partecipare attivamente e dare il proprio contributo in funzione della sua crescita. Uno di questi sarà quello di conoscerne i progetti in corso e i piani di sviluppo futuri. "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • lo stato italiano consente una aggressione demografica, culturale, economica, assistenziale, politica e umana sugli italiani che è difficilmente sostenibile.
    Il multiculturalismo è fallito e la mancata integrazione di chi non ha alcuna intenzione di integrarsi ma si pone come obiettivo quello di sostituire l'italiano in Italia, produce violenza.
    Attenzione quando si afferma che esiste il razzismo, perchè razzista è chi istiga alla guerra civile poveri italiani e poveri immigrati, sostenendo solo gli immigrati e condannando al massacro gli italiani.
    Voglio solo ricordare che, sino a prova contraria, questa è Italia, qui comandano gli italiani, qui vivono gli italiani, qui entra solo chi ha il permesso degli italiani e lo fa alle condizioni degli italiani.
    Altrimenti, può andare certamente altrove:
    nessuno lo obbliga a venire qui e non esiste obbligo di accoglienza incondizioanata di falsi profughi e veri immigrati clandestini.
    Gli immigrati non sono profughi e questa non è una immigrazione:
    è una aggressione demografica, razziale, religiosa, sociale e politica.
    Poi accertiamo chi è il razzista in questo paese sottosopra.

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FoggiaToday è in caricamento