Giovedì, 21 Ottobre 2021
Sunday Morning

Opinioni

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A cura di Michele Fiscarelli

Tutta colpa di Justin Bieber!

Dal blog Sunday Morning di Michele Fiscarelli

È ufficiale! A causa di inconvenienti tecnici, il tradizionale concerto dell'Epifania (che tutte le feste porta via) è stato procrastinato sine die. La notizia è giunta or ora al termine dell'infruttuosa serie di tentativi esperita al fine di ristabilire il collegamento terra-aria col coro celeste degli angeli e degli arcangeli che questa sera, nella regale cornice del teatro comunale, avrebbe accompagnato l'incantevole voce del celeberrimo frontman dei Queen, Freddie Mercury. Ne danno il triste annuncio gli organizzatori, il fan club e le cheerleader che avrebbero dovuto inscenare le coreografie all'uopo realizzate dal sempiterno Michael Jackson. "Per il rimborso" si legge in una nota "sarà necessario recarsi, muniti di biglietto, presso le porte del Paradiso dove un gentiluomo di nome Pietro si farà carico delle incombenze amministrative. Ci scusiamo per il disagio".

La notizia appare stramba, a tratti beffarda, frutto di un'allucinazione. Eppur così non è! Benché abbia chiamato in causa rockstar internazionali passate a miglior vita per rendere ancor più surreale la narrazione, il linguaggio utilizzato è quello tipico di una nota che intende informare a mezzo stampa i lettori e, in particolare, gli spettatori. Nel corso degli ultimi giorni è stato diramato un comunicato stampa per promuovere l'intenzione di organizzare un evento che, se del caso, condurrebbe il golden boy Justin Bieber, cantautore canadese idolatrato dalle teenager di tutto il mondo, a calcare nientepopodimeno che la nostra famigerata walk of fame. Foggia contro Hollywood, Los Angeles, California! Vuoi mettere? In men che non si dica, l'ilarità della Rete ha travolto il promotore dell'iniziativa e l'associazione da questi presieduta.

Se è vero come è vero che ciò che è verosimile, se appare credibile, assurge al rango di verità, annunciare il concerto di Albano Carrisi avrebbe destato minori sospetti rispetto alla venuta dei Magi e la trovata avrebbe raccolto il plauso per l'impegno profuso nell'ideazione di un'efficace campagna pubblicitaria. In realtà l'unica vittima della boutade è la stampa. La presunta notizia segretata con l'acronimo JB, al netto degli amletici dubbi interpretativi che le iniziali arrecano in fase di identificazione del soggetto (Jenson Button, Jack Black, Jeff Beck e chi più ne ha più ne metta), evidenzia la sciatteria colla quale, in spregio all'intelligenza dei propri lettori, di tanto in tanto le redazioni divulgano le informazioni. Il desiderio di fare uno scoop per distinguersi nel bailamme della Rete e la corsa ad anticipare la concorrenza nell'offerta di notizie mainstream di cui troppo spesso ci rifocilliamo generano mostri. In un mondo fatato ci si augura che i redattori che non hanno percepito l'entità del bluff si ravvedano e che i direttori responsabili delle testate giornalistiche facciano ammenda, considerato che la pubblica opinione si nutre del servizio erogato dagli organi di informazione e che gran parte dei lettori non ha smesso di credere che la stampa rappresenti ancora uno strumento di analisi, un luogo di dibattito, un'occasione di confronto.

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