Alla ricerca del tempo perduto. E luce fu!

L'installazione metallica di Edoardo Tresoldi che ricostruisce la basilica paleocristiana di Siponto

Foto di Alessia Fantasia

Quando il dovere chiama, chiama. E tu fai quel che puoi, quel che devi fare! Ti alzi, batti il tacco e corri. Agguanti il volante, ingrani la marcia e parti, percependo la magia nell'aria in attesa che la scultura s'illumini. Dai la cera, togli la cera. Dai la cera, togli la cera. Dai la cera, togli la cera... Ciò che conta, non conta quando scegli di rimpinzarti di spazzatura e friggerti il cervello davanti a un maxischermo del cazzo. Scegli di non scegliere. Sii protagonista. Scegli la vita!

Fuori piove un mondo freddo! Mentre la navata della basilica è presa d'assalto da una moltitudine di avventori, ignara del concerto di musica medievale che sta percuotendo gli zebedei degli astanti in cerca di riparo dalla veemenza del vento, e sul lato oscuro della luna si consuma il vernissage che celebra le gesta dell'artista, un nugolo di riccioli biondi resta estasiato al cospetto dell’opera. Tra portali, architravi e capitelli, sferzata dal vento che filtra tra le maglie della rete metallica, l’eleganza del riccio si insinua nel corpo longitudinale dell’opera per cogliere la giusta angolazione, la luce migliore, l’inquadratura perfetta.

La scultura architettonica realizzata ad arte da Edoardo Tresoldi dona nuova vita al parco archeologico di Siponto e restituisce al pubblico la visione di spazi sepolti. L’installazione attraversa il paesaggio e scolpisce quell’immagine perduta nel tempo. E luce fu!


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Commenti (1)

  • Un' opera quasi unica nel suo genere, che lascia stupiti quanti la guardano. Un'opera geniale e il fatto che l'idea è venuta e messa in opera da un nostro conterraneo, non può che renderci orgogliosi. Un grazie all'artista Edoardo Tresoldi che ha dato un segno tangibile che il meridione è anche questo; pura genialità.

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