Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Il diritto di sepolcro: tutto quello che c’è da sapere

Dal blog del ragioniere foggiano, il dott. Luca Zichella

La commemorazione dei defunti è l’occasione per affrontare un argomento che tutti tendiamo a rimandare: la scelta della nostra futura sepoltura. Secondo la definizione giuridica dicasi sepolcro qualsiasi manufatto comprensivo dei suoi ornamenti, posto sottoterra oppure collocato sopra terra in cui viene riposto il corpo del defunto. La materia è disciplinata dal vigente Regolamento di Polizia Mortuaria contenuto nel D.P.R. 285 del 10 settembre 1990.

Il diritto in senso proprio. Si distingue tra diritto di sepolcro primario e secondario. Il primo consiste nel diritto di essere seppelliti o di seppellire; il secondo si concretizza nella possibilità di accedere al suddetto sepolcro in cui sia inumata la salma del proprio congiunto al fine di compiere atti di culto e di pietà.  La scelta del luogo di sepoltura può essere espressa in vita oppure, dopo la morte, spetterà ai congiunti o in mancanza agli eredi. In caso di contrasto sulla scelta della tomba per il defunto, il giudice prenderà in considerazione i diversi interessi presentanti in causa senza tralasciare il comune sentire sociale e il contesto storico.

I tipi di sepolcro.  E’ la legge a stabilire tassativamente i tipi di sepoltura tra cui oggi è possibile scegliere; il corpo pertanto potrà essere seppellito con:

  • inumazione: il cadavere, contenuto in un feretro di legno, viene deposto in una fossa scavata nella terra.
  • tumulazione: il feretro è collocato in una doppia cassa di legno e metallo, posta in un loculo o in una nicchia.
  • cremazione: il cadavere viene distrutto mediante ignizione; le ceneri sono raccolte in apposite urne cinerarie, custodite nei cimiteri.

Il feretro potrà anche essere deposto nel sepolcro familiare, se esistente, inteso come luogo destinato ad accogliere oltre al titolare stesso anche i suoi più stretti congiunti.

I luoghi di sepoltura. E’ vietato seppellire i cadaveri in luoghi diversi dai cimiteri. Questi ultimi sono costituti dal complesso dei beni e di servizi per la sepoltura dei defunti e appartengo al demanio comunale. Solo in casi eccezionali, i cadaveri possono essere seppelliti al di fuori dei cimiteri comunali: ciò può avvenire nel caso del sepolcro di chi in vita sia stato insignito di speciali benemerenze, nel caso dell’esistenza di cappelle private o gentilizie non aperte al pubblico e infine, si può avere sepolcro per caso fortuito a causa di un eventi tragici quali terremoto, cedimento biologico e simili in cui il luogo sia così divenuto sepolcro per caso di necessità.

La concessione. Al privato non è più consentito acquistare la concessione perpetua; oggi si acquisisce il diritto di sepolcro in forza di un atto di concessione rilasciata dalla Pubblica Amministrazione per una durata massima di novantanove anni, salvo eventuale successivo rinnovo.

Il funerale. Il rito funebre è un rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona. Sono ammesse in detrazione le spese funebri sostenute in dipendenza della morte del coniuge o di ascendente e discendente di primo grado ( ovvero di generi, nuore, suoceri, fratelli, sorelle, figli e genitori nonché degli affiliati). Si consiglia infine di informarsi preventivamente sui costi del funerale e accordarsi anticipamente sulle successive disposizioni in tema, per affrontare in maniera serena un momento difficile come la perdita di un proprio caro. (Fonte: Sole24Ore)

Rag. Luca Zichella 
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