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A cura di Luca Zichella

Termosifoni, a Foggia accesi dal 1 novembre: ecco alcuni suggerimenti per risparmiare

Dal blog del ragioniere foggiano Luca Zichella

Al Sud sembra ancora estate eppure tra sabato 25 e domenica 26 ottobre torneremo all’ora solare, spostando le lancette dei nostri orologi un’ora indietro (dalle 03.00 alle 02.00), il gesto tipico che segna l’inizio dell’orario invernale. Anche la normativa ci ricorda che andiamo incontro alla stagione fredda, incurante delle temperature estive degli ultimi giorni: secondo la legge 9/01/1991 n.10 e  il decreto del 26/08/1993 dal 1 novembre si potranno accendere i termosifoni a Foggia e in Provincia, territori appartenenti alla zona D della tabella che suddivide le regioni d’Italia in fasce climatiche.

Accendere il termosifone però significa anche far lievitare la bolletta; tuttavia si può risparmiare energia e denaro, attuando alcuni accorgimenti come:

1) effettuare la manutenzione della caldaia e spurgare i termosifoni. L'efficienza degli impianti è condizione necessaria per un buon funzionamento e può generare un risparmio di circa il 30 per cento delle spese annuali.

2) Migliorare l'isolamento termico dell'ambiente che vogliamo riscaldare, installare delle finestre con doppi vetri e montare infissi con telai ad alta prestazione (legno, alluminio a taglio termico, pvc) che riducano le infiltrazioni di aria fredda dall’esterno aiuta: così la casa si riscalda prima. Non dimenticatevi poi di isolare il tetto e le pareti. Attraverso questi accorgimenti, la domanda di calore può diminuire dal 20 al 40% rispetto agli attuali livelli.

3) Tenere chiuse le finestre quando gli impianti sono accesi permette di non disperdere il calore.

4) Non coprire i termosifoni. 

5) Mantenere la temperatura sui 21/23 gradi.

Il riscaldamento centralizzato. Infine vi ricordiamo che secondo legge n° 220/2012  sul condominio, entrata in vigore a partire dal 18 giugno 2013, è finalmente possibile effettuare il distacco dal riscaldamento centralizzato. La legge infatti recita: "Senza dover attendere il benestare dell'assemblea di condominio, d'ora in poi può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma". Restano tuttavia alcune limitazioni, che potranno ancora vietare il distacco. Si tratta del regolamento di condominio, del regolamento edilizio comunale e delle eventuali leggi regionali in materia.

Rag. Luca Zichella 
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Web www.lucazichella.it 
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