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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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A cura di Luca Zichella

Vicini rumorosi causa di litigio: ecco le azioni a tutela della quiete condominiale

Dal blog del ragioniere foggiano Luca Zichella

Hai progettato una giornata di relax oppure speri in un rigenerante riposo quando il tuo vicino comincia delle attività che provocano dei rumori molesti, magari anche negli orari non consentiti. I vicini rumorosi sono una delle maggiori cause di litigio condominiale. Tuttavia, le azioni per difendere il tuo silenzio non mancano, basta sapere come tutelarsi.

I problemi relativi al disturbo della quiete condominiale si hanno qualora vengano posti in essere dei rumori molesti, perpetrati anche in orari destinati al riposo dal regolamento dello stabile. Tra i cosiddetti “rumori molesti” rientrano:

  • la musica ad alto volume;
  • lo spostamento di brande e letti;
  • trascinare mobili;
  • martellare il muro;
  • il lavoro notturno nelle abitazioni;
  • il calpestio con suole in legno o tacchi in metallo;
  • la realizzazione di feste domestiche;
  • suono di strumenti musicali in orari non consentiti;
  • animali che emettono versi anche in orari notturni;
  • schiamazzi di bambini.

Il regolamento condominiale.  Ogni condominio possiede un regolamento in cui sono indicati gli orari da rispettare e in cui non si può produrre rumorosità di qualunque genere. Non vi sono particolari limitazioni alle feste domestiche, fatto però salvo il rispetto della quiete altrui. Bisogna poi tener sempre presente anche l'eventuale normativa nazionale ed internazionale relativa alle attività rumorose.

Gli interventi. In caso di disturbo continuato nel tempo, i condòmini possono chiamare autonomamente le Forze dell'Ordine così da far cessare subito la confusione. L'Amministratore invece può effettuare dei richiami scritti. Esiste poi la possibilità di citare in giudizio i trasgressori del regolamento.

La qualificazione dei rumori. Al fine di riscontrare la misura dei decibel raggiunti dai rumori molesti, il singolo condòmino può anche contattare l'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale). L'ente infatti può effettuare i rilievi ed i controlli di merito, accertando che i decibel superino il valore limite previsto dalla legge.

La normativa vigente. La materia si basa sul rispetto dell' art.844 del Codice Civile che, regolando i rapporti di vicinato, vieta le immissioni, le esalazioni, i rumori e gli scuotimenti che superano la “normale tollerabilità” e sul rispetto dell’articolo 659 c.p. (disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone) secondo cui il disturbo procurato ai condòmini può costituire elemento materiale di reato. Per risolvere controversie relative ai rumori non è non è necessaria l’assistenza di un legale: ci si può rivolgere al Giudice di Pace oppure ad un mediatore civile.

Rag. Luca Zichella 
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