Pericolo zecche a Foggia, come prevenire e cosa fare

L'estate è il periodo in cui passiamo più tempo all'aperto. Il caldo e la bella stagione anche se piacevoli comportano dei pericoli da cui dobbiamo difenderci. Ecco tutti i consigli per non farci pungere dalle zecche e come comportarci in caso di contatto

La primavera e l'estate sono i periodi dell'anno in cui passiamo più tempo all'aperto. Il sole e le giornate ci spingono a fare gite fuori porta, ad organizzare picnic, a fare passeggiate negli splendidi territori che ci offre il Gargano. Anche se le uscite si rivelano piacevoli e spensierate, dobbiamo fare attenzione agli insetti, soprattutto se ci sono dei bambini

Api, zanzare o vespe possono rappresentare un pericolo per la nostra salute, accanto a queste non dobbiamo dimenticare le zecche. Gli insetti dall'aspetto innocuo, appartengono alla famiglia dei ragni, acari e scorpioni e sono parassiti in grado di penetrare nella cute e succhiare il sangue. 

Distribuzione sul territorio

Le zecche sono presenti in tutto il mondo e se ne conoscono circa 900 specie, che possono essere divise in due macro gruppi, le zecche dure che hanno uno scudo dorsale chitinoso, il cui nome scientifico è Ixodidae e zecche molli dette Argasidae prive di rivestimento dorsaleQueste ultime  sono abituate a nutrirsi sfruttando la pelle dei volatili. In Italia la più diffusa è la Argas reflexus detta anche “zecca del piccione” ma si possono trovare anche altre specie come le Ixodes ricinus, detta zecca dei boschi, e la Rhipicephalus sanguineus, conosciuta come zecca del cane.

Sviluppo delle zecche 

Il periodo principale in cui possiamo trovare le zecche è quello estivo fino all'autunno perchè le temperature più alte e l'umidità ne facilitano la proliferazione. In inverno tendono a proteggersi nascondendosi nella vegetazione o in profondità. 

I luoghi ricchi di arbusti e piante o dove sono presenti animali su cui attaccarsi sono i prediletti delle zecche in quanto il microclima caldo e umido favorisce il loro sviluppo. Per questo stalle, cucce o pascoli sono i luoghi in cui la loro presenza è massiccia.

La caratteristica parassitale delle zecche è quella di rimanere attaccate e di svilupparsi sulla pelle di animali come cani e gatti o sugli uomini. Mentre la specie molla rimane attaccata all'ospite per alcune ore, quella dura può resistere anche giorni o settimane. 

Le zecche avvertono l'anidride carbonica emessa e il calore dell’organismo, che dalle piante su cui si trovano le spinge ad insediarsi sull'ospite. Il  morso è indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici. dopo essere rimaste attaccate all’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni si lasciano cadere spontaneamente.

Malattie trasmesse dalle zecche

La specie molle è in grado di trasmettere all’uomo numerose e differenti patologie: la borreliosi di Lyme, l’ehrlichiosi, le febbri bottonose da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi e l’encefalite virale. Le zecche dotate di corazza possono trasmettere malattie meno rilevanti a livello epidemiologico come febbri ricorrenti da zecche e febbre Q. Il morso della zecca non è pericoloso per l’uomo, le infezioni dipendono dalla possibilità di contrarre malattie trasmesse da questi parassiti in qualità di vettori.

Le patologie infettive veicolate da zecche che presentano rilevanza epidemiologica nel nostro Paese sono principalmente:

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica, nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica. Solo raramente (fino al 5% dei casi) e in soggetti anziani o bambini queste infezioni possono essere pericolose per la vita.

Prevenzione

Se non vogliamo essere punti dalle zecche o almeno prevenire la loro presenza ed individuarle nell'immediato, soprattutto se abbiamo giardini ed animali, dobbiamo rispettare alcune regole. 

In generale, è consigliato:

  • indossare abiti chiari, pantaloni lunghi e un cappello perchè oltre a proteggerci ci consentono di individuarle facilmente;
  • non toccare l’erba lungo i sentieri e non addentrarsi nelle zone in cui è alta;
  • al termine di una passeggiata nei boschi o nei prati dobbiamo verificare la presenza delle zecche sul nostro corpo esaminando in particolar modo testa, collo, ginocchia, fianchi;
  • trattare gli animali domestici con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione;
  • spazzolare e scrollare gli abiti prima di entrare in casa, fino a spruzzarli con repellenti per insetti. 

Rimozione della zecca

Nel caso in cu troviamo una zecca sul nostro corpo dobbiamo rimuoverla immediatamente in quanto solo dopo alcune ore, e dopo aver succhiato una certa quantità di sangue, il parassita rigurgita il contenuto dello stomaco e trasmettere l'eventuale infezione. Vediamo cosa fare o no.

Per rimuovere la zecca non dobbiamo mai usare alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che rigurgiti di materiale infetto.

Cosa fare:

  • la zecca deve essere presa  con una pinzetta a punte sottili, sfiorando la superficie della pelle. La rimozione deve avvenire con dolcemente e con una leggera rotazione;
  • durante la rimozione non dobbiamo schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito causa della trasmissione delle infezioni;
  • prima e dopo la rimozione dalla zecca bisogna disinfettare la cute;
  • usare dei guanti quando si procede all'estrazione della zecca dall'epidermide; 
  • se all'interno della cute rimane il rostro, la parte anteriore del parassita, dobbiamo estrarlo con un ago sterile;
  • una volta liberata dalla pelle, la zecca deve essere distrutta e il mdo migliore è bruciandola; 
  • dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica;
  • annotare la data di rimozione e osservare nei successivi 30-40 giorni eventuali infezioni o sintomi;
  • rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi;
  • non assumere antibiotici perchè potrebbero mascherare alcuni sintomi e rendere difficile la diagnosi.

Il sito dell'Istituto Superiore della Sanità

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