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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Fitness

Ashtanga Yoga: cos'è e quali sono i benefici

L'Ashtanga Yoga è una delle tipologie più dinamiche dello yoga. Scopriamo cos'è e tutti i benefici per il corpo e la mente

L' Ashtanga Yoga  è una disciplina tradizionale del sud dell'India, una pratica che lavora sia lavora sul corpo sia sulla mente, grazie al potente controllo del respiro. Si tratta di un tipo di yoga  molto performante e tutt'altro che statico, parte dal lavoro sul corpo per arrivare a controllare il respiro e domare la mente.

Ashtanga Yoga: cos'è

L' Ashtanga  è  definita come “meditazione in movimento”, si tratta di una forma di   Yoga   dinamico.  Nella pratica,  le posizioni fisse dette asana si susseguono in un flusso continuo, con una grande attenzione alla coordinazione tra respirazione (Ujjay pranayama), sguardo (Drishti) e movimento (Asana).  In questo modo il corpo si purifica, espelle tossine (fisiche, emotive, mentali), sviluppando uno stato maggiore di salute che coincide con un equilibrio e funzionalità del sistema nervoso

Benefici

"L'Ashtanga Yoga sul respiro e sul corpo - commenta Giuseppe Panarello, uno dei più conosciuti e riconosciuti maestri di Ashtanga Yoga in Italia, che si reca regolarmente a Mysore per affinare la pratica - e questa connessione tra  respiro  e movimento porta grandi benefici sul sistema nervoso centrale e periferico”.

La prima serie, su cui tendenzialmente ci si concentra nelle scuole occidentali, è molto terapeutica, poiché il grande lavoro di piegamenti in avanti sviluppa una mobilità utile a liberare le tensioni e ritrovare una corretta postura delle quattro linee della colonna vertebrale

I continui salti rendono la pratica dinamica: “Lerrore che spesso facciamo nelle pratiche dinamiche - continua Giuseppe - è di accelerare troppo la pratica lasciando dietro la mente.  Dobbiamo cercare di rallentare e generare il processo inverso: rallentare il movimento per rallentare la mente.  L'Ashtanga Yoga  allora diventa un sistema di purificazione straordinario, che va dall'esterno verso l'interno.  Si comincia ascoltando il corpo, l'elemento più tangibile, curando le cose, la postura, la mobilità, e piano piano si arriva a lavorare col respiro fino a che la movimento diventa pratica negli anni una meditazione in movimento”.

Pratica e lezioni

Gli asana sono organizzati in sequenze e divise per sei serie, secondo la scuola di Sri K. Pattabhi Jois, che a metà del secolo scorso fondò a Mysore (città dell’India meridionale) un istituto di ricerca sull’Ashtanga, basandosi sugli insegnamenti del suo maestro T. Krishnamacharya.

A partire dagli anni ’60, un numero crescente di europei e americani iniziò a recarsi periodicamente a Mysore per imparare la pratica dell'Ashtanga Yoga. Nasceva così la prima generazione di insegnanti occidentali, destinati a diffondere il metodo a migliaia di studenti sparsi per tutto il mondo.

Ad oggi la pratica e l’insegnamento nelle classi di Ashtanga sono legati a due tipologie di lezione:

  • il “Mysore style”: lo studente acquisisce progressivamente autonomia nella gestione della propria pratica attraverso il sostegno individuale dell’insegnante. La pratica viene adattata tenendo in considerazione le caratteristiche dello studente, ad esempio modificando alcune posture in base alle competenze motorie raggiunte sino a quel momento, in modo da promuovere uno sviluppo graduale, sensato e sostenibile.
  • lezione guidata: gli studenti praticano in gruppo, tutti al ritmo impartito dalla voce dall’insegnante che nomina le posizioni e conta sia la durata dello stato di postura, sia i movimenti di entrata e di uscita, avendo cura che questo ritmo sia sostenibile dai praticanti.
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