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Violenza di genere: cinque i casi nel comune di San Giovanni Rotondo

Nell’ambito territoriale di San Marco in Lamis gli sportelli antiviolenza hanno trattato 15 casi: “È un dato che deve far riflettere, perché se si registrano storie diverse, c’è sempre un unico filo conduttore che rompe il diaframma tra violenza e rispetto della donna”

In quasi un anno di monitoraggio e ascolto gli sportelli antiviolenza nei quattro comuni dell’Ambito Territoriale di San Marco in Lamis (San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Rignano Garganico e appunto San Marco in Lamis) hanno “trattato” 15 casi, 5 dei quali nel comune di San Giovanni Rotondo.

“È un dato che deve far riflettere, perché se si registrano storie diverse, c’è sempre un unico filo conduttore che rompe il diaframma tra violenza e rispetto della donna. La violenza di genere non è un fenomeno buono per riempire titoli di tv e giornali, ma è un tema che necessità di un approccio sistematico, costante e capace di monitorare il territorio in modo professionale, così da recepire la fiducia di tante donne che, per vari fattori, sono costrette a subire la violenza piuttosto che denunciarla”, ha ricordato l’assessora alle Politiche Sociali, Rossella Fini nel suo intervento alla conferenza stampa di presentazione del Progetto Svoltare, svoltasi nella Sala della Ruota a Palazzo Dogana, sede dell’amministrazione provinciale di Foggia, che è stato finanziato da Fondazione con il Sud e ha come capofila l’associazione di volontariato Impegno Donna, attiva sul territorio di Capitanata da 22 anni, e coinvolge enti e organizzazioni come: APS Arci Comitato Prov.Le Di Foggia, AdV Viola Dauna di Foggia, AdV Oro tra le mani di San Nicandro Garganico, Impresa Sociale Società  Coop. Cantieri di Innovazione Sociale di S. Giovanni Rotondo, Università degli Studi di Foggia, Ambito Territoriale di San Marco in Lamis, Comune di San Giovanni Rotondo, Comune di San Nicandro Garganico e Comune di San Severo.

“Il progetto presentato questa mattina si snoda su più livelli, compreso quello della inclusione lavorativa, attraverso tirocini, borse lavoro e laboratori indirizzati a favorire il raggiungimento di un’autonomia economica per le donne vittime di violenza. San Giovanni Rotondo, oltre ad ospitare momenti formativi, attraverso la disponibilità della Cantine Teanum di Valentina Latiano, ospiterà anche percorsi occupazionali in modo da garantire il pieno reintegro in società e nel mondo del lavoro per le donne che decidono di affidarsi e fidarsi della rete territoriale realizzata dal progetto. Non ci preoccuperemo solo di assistere le donne che denunciano le violenze, ma di accompagnarle in percorsi formativi che le aprano a nuove opportunità di vita e di rimuovere le tristi situazioni che hanno vissuto”, evidenzia ancora l’assessora.

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