L'atmosfera d'altri tempi di Vico Corridoio, la viuzza dell'orgoglio foggiano diventata un museo delle radici a cielo aperto

Le immagini del vicolo di Foggia che i cittadini hanno trasformato in un museo della storia della città

Versi di poesia, testi di canzoni, fotografie in bianco e nero di una Foggia che non c'è più.

E poi ancora, le targhe in legno che riportano i nomi che hanno dato e danno ancora tutt'oggi lustro alla nostra città: da Renzo Arbore a Pio e Amedeo, da Vladimir Luxuria a Franco Ordine, da Pino Campagna a Lugi Samele, da Gianmarco Saurino ad Antonella Bevilacqua.

C'è una effigie di San Pio, una foto di Peppino Cuttano 'Il macellaio', l'abbecedario di Anna Maria Romano, in alto una schiera di cappelli in Paglia. Così, tassello su tassello, Vico Corridoio, in pieno centro storico di Foggia, si è trasformato nel vicolo della storia, delle radici. Qui si respira un'atmosfera d'altri tempi | IL VIDEO

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