Il rettore Limone chiama a raccolta l'ateneo per dire 'no' alla mafia: "UniFg presente e massiccia"

Il messaggio più forte tocca gli studenti, chiamati a viva voce a essere presenti a questa importante manifestazione di piazza. “I giovani si devono sentire parte integrante del sistema della legalità”

Il rettore Limone

Il rettore UniFg, Pierpaolo Limone, chiama a raccolta la comunità accademica per fare sentire il proprio ‘no’ alla mafia.

“Ci sarà una massiccia presenza del mondo universitario al corteo contro la criminalità previsto per venerdì 10 gennaio", nell'ambito di#FoggiaLiberaFoggia, la mobilitazione promossa da Libera, con partenza alle ore 15.00, da viale Candelaro n. 27 (luogo del primo omicidio dell'anno) per concludersi a via Lanza.

Il messaggio più forte tocca gli studenti, chiamati a viva voce a essere presenti a questa importante manifestazione di piazza. “Tocca alle giovani generazioni, nella fattispecie gli studenti universitari che devono basare tutta la loro formazione, quale essa sia, sulla conoscenza critica di quanto accade, farsi carico di ribadire il proprio dissenso" afferma Limone. "I giovani si devono sentire parte integrante del sistema della legalità e devono alimentare la politica sociale del consenso che si può manifestare in mille forme, dallo studio quotidiano nei Dipartimenti al volontariato attivo, dalla pratica della giustizia sociale alla partecipazione a convegni e seminari”.

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Proprio in tal senso l'Università è impegnata a creare processi di formazione e sensibilizzazione sul tema che in qualche modo si avviino a diventare permanenti. È quanto sostiene la Delegata alla Comunicazione e ai rapporti con il territorio, la prof.ssa Rossella Palmieri: “Intendiamo calendarizzare dei seminari che si svolgano a rotazione in tutti i Dipartimenti e ciascuno avrà una curvatura particolare a seconda della specificità del Dipartimento stesso. Si andrebbe dall’ambito umanistico – esplorare il fenomeno mafioso per darne una opportuna risposta sulla falsariga di quanto è stato detto dalla letteratura ‘di genere’ – a quella propriamente giuridica (educazione alla legalità), passando per le declinazioni di taglio economico (sistema di imprese nate sui beni confiscati)”.

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L'intento è quello di formare donne e uomini del domani che siano consapevoli dell'estrema pericolosità del fenomeno mafioso e che abbiano gli strumenti per potere agire e reagire specie, come sta accadendo, nei casi di recrudescenza. “Facciamo nostra ancora una volta - conclude il Rettore Pierpaolo Limone - l’apertura dell’Accademia nei confronti della città come è già accaduto con la straordinaria risposta del territorio alla presentazione del Piano strategico di Ateneo. Forti di quel successo crediamo realmente, perché lo abbiamo constatato, che Foggia abbia a vario titolo molti presìdi di legalità che vanno strenuamente difesi. L'Università sarà parte attiva dei processi di trasformazione sociale e diffonderà competenze e conoscenze”.

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