Aumentano suicidi nelle carceri pugliesi: “Conseguenza del sovraffollamento e della carenza di terapia psicologica”

Il commento del presidente dell’Ordine degli psicologi Di Gioia che appoggia il parere dell’avvocato Scarciglia, presidente di Antigone: “I suicidi sono l’espressione di un’emergenza”

“La presidente di Antigone, l’avvocato Maria Pia Scarciglia, ha perfettamente ragione, le carceri sono sovraffollate e le ore di terapia psicologica sono troppo poche. Facile, in questo contesto, che maturino i suicidi”. Lo afferma il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, Antonio di Gioia, in relazione alla denuncia dell’associazione Antigone.

“I suicidi”, prosegue Di Gioia, “sono la più drammatica espressione di un’emergenza, si sta sostituendo l’ascolto dei detenuti con l’abuso di psicofarmaci. Oggi circa 600 psicologi, impegnati negli istituti penitenziari italiani, hanno a disposizione 30 minuti all’anno per ciascun detenuto: troppo pochi. Ci sono 20mila detenuti in esubero rispetto alla capienza degli istituti di detenzione e nonostante la crescita esponenziale non è stata rafforzata l’assistenza psicologica, anzi è stato ridotto l’orario di lavoro degli specialisti del settore. Come fa, allora, il carcere ad essere considerato un’istituzione in grado di riabilitare l’individuo da un punto di vista sociale e affettivo?”.

Per il presidente degli psicologi pugliesi “il sovrannumero non solo impedisce ma ostacola il recupero esistenziale dei detenuti, nei contesti sovradimensionati si realizzano strategie di competizione e di apatia, non certo di cooperazione. Bisogna partire dalla prevenzione, che dovrebbe attivarsi in una fase iniziale in cui si stabilisce il rischio del suicidio e nei casi critici una presa in carico del detenuto”.

“L’articolo 27 comma 3, della Costituzione”, ricorda Di Gioia, “afferma che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, non al suo abbandono. Nel caso specifico, l’osservazione ha lo scopo di monitorare il comportamento del detenuto a contatto con la realtà penitenziaria per poter formulare poi un trattamento rieducativo personalizzato. C’è bisogno di un maggior numero di risorse per poter prevenire i suicidi, anche attraverso una formazione rivolta agli agenti di polizia penitenziaria”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Choc a Foggia: litiga con la fidanzata, i due 'cognati' lo raggiungono a casa e lo accoltellano

  • Si torna a ballare in Puglia: verso la riapertura di club e discoteche all'aperto

  • "Era bravissimo e un grande lavoratore". Amici e conoscenti in lacrime per Mattia. Pizzeria chiude per due giorni

  • Rimprovera comitiva chiassosa, ispettore di polizia accerchiato e aggredito sotto casa: grave episodio a San Severo

  • Coronavirus, 8 casi in Puglia ma Capitanata senza vittime né contagi. I positivi scendono a 1222

  • Coronavirus: due casi in provincia di Foggia, solo quattro in tutta la Puglia

Torna su
FoggiaToday è in caricamento