Simone, il ragazzo con autismo diverso perchè non ha amici. "Vorrei uscire". Mamma Luisa: "Basterebbe dedicargli un'ora del vostro tempo"

Con il suo romanzo 'Voce di sale', Luisa Sordillo, mamma di Simone, porta all'attenzione problemi, lacune e i pregiudizi che orbitano attorno all'autismo.

Affetto dallo spettro dell'autismo, oggi Simone ha 20 anni e frequenta il quinto superiore. I genitori si occupano di lui da sempre, ma a preoccupare mamma Luisa è la solitudine del ragazzo.

Quella di Simone è una vita senza amici, senza uscite e gite scolastiche; di interi pomeriggi a fare su e giù dentro casa ad aspettare che il telefono squilli e che qualcuno lo inviti ad uscire.

Purtroppo questo non accade e Simone è solo, perché è "diverso", diverso come d'altronde lo sono tutte le persone tra di loro. C'è chi è simpatico e chi antipatico, chi è intelligente e chi lo è meno. La differenza è che però Simone non ha nessuno con cui parlare o uscire.

Per un ragazzo autistico, che di 'diverso' ha solo il modo di ragionare e di approcciarsi al mondo esterno, sembra non ci sia possibilità alcuna di avere un amico, fino a prova contraria s'intende. Ed è quella che cercano i suoi genitori. 

Eppure basterebbe poco, una sola ora al mese. Questo chiede mamma Luisa, che qualcuno possa cioè dedicare un'ora del proprio tempo a suo figlio ed essergli amico. 

Al danno di non avere nessuno con cui trascorrere del tempo, per il ragazzo di San Severo si aggiunge la beffa che al termine degli studi non conseguirà il diploma perché la programmazione differenziata utilizzata per i ragazzi diversamente abili non attribuisce alcun titolo, negando così l'opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. 

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