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Gli orrori della mafia e le sue vittime innocenti negli occhi dei giovani foggiani: "Abbiamo il dovere di parlarne"

Da giorni le scritte recanti i nomi delle vittime di mafia foggiane sono comparse in diversi punti della città. Quattro ragazzi foggiani, autori del 'giornalino indipendente' nato durante il lockdown, ne hanno dato visibilità: "Non sarà più ammessa l'ignoranza su nessuno di quei nomi"

 

"La nostra terra, quella che calpestiamo tutti i giorni, quella che potremmo percorrere ad occhi chiusi senza fare passi falsi è colpevole. È colpevole del sangue degli innocenti. Se non ha commesso direttamente il reato di omicidio, è colpevole di omertà. [...] Che bruci la frase “basta che si uccidano fra loro e loro”, non è così! Decine e decine di nomi, decine e decine di vite innocenti lo dimostrano. Noi abbiamo il dovere di parlare di loro: il coraggio e il “tempismo sbagliato” delle vittime innocenti non deve essere dimenticato. Mai".

Sono segmenti di un articolo a firma di Samira Carità, una giovane studentessa foggiana. L'articolo prende spunto dalla iniziativa di un anonimo foggiano, che in diversi punti della città ha scritto i nomi delle vittime di mafia foggiane su diverse scalinate della città. Samira, insieme ad altri tre ragazzi, Silvia Colecchia, Mariano Orillo e Michele de Gregorio, ha deciso di dare visibilità alla iniziativa attraverso il portale sFoggia, un'idea nata alla fine di marzo in pieno lockdown. 

Si tratta di un giornalino indipendente che punta "a lasciare il segno" come racconta a FoggiaToday Mariano, e soprattutto a offrire un punto di vista diverso della città, quello che mira a esaltarne gli aspetti positivi, affrancandola dalla negatività che la pervade. Ragazzi che - come raccontano - non sono intenzionati ad andare via dalla propria città, ma se mai accadesse, non vorrebbero farlo senza aver prima tentato di fare qualcosa di utile per migliorarla anche solo un po'. 

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