Scuola 'on demand', da Foggia la dirigente Goduto scrive al ministro Azzolina: "Dad e in presenza inconciliabili"

In una lettera aperta la condizione della scuola pugliese dopo l'ordinanza del governatore Michele Emiliano che sta determinando "gravi situazioni di confusione e di disservizio" nel primo ciclo di istruzione

Il dirigente scolastico Mariolina Goduto

"La modalità della didattica a distanza e l’attività didattica in presenza sono assolutamente inconciliabili". E ancora: "La valutazione del rischio non può essere delegata ai cittadini e ai genitori". La dirigente scolastica dell'istituto comprensivo 'Santa Chiara - Pascoli - Altamura' di Foggia Mariolina Goduto queste cose ha scelto di dirle direttamente al ministro dell'Istruzione con una lettera aperta sulle condizioni della scuola pugliese, che l'ordinanza n. 413 emanata il 6 novembre scorso da Michele Emiliano ha trasformato, come dice lei, in "un’istituzione con servizi on demand".

Dirigente da 30 anni (prima si chiamavano direttori), e dunque da una vita nella scuola, pone all'attenzione di Lucia Azzolina una serie di considerazioni e le chiede "un intervento tempestivo e risolutivo, premessa indispensabile per recuperare la credibilità delle istituzioni scolastiche e il rispetto per il lavoro che il personale della scuola sta garantendo al nostro Paese con la dedizione e la passione di sempre".

In premessa, la dirigente evidenzia come l'ordinanza che dispone la possibilità per le famiglie di optare per la didattica digitale integrata, anche in forma mista, stia determinando "gravi situazioni di confusione e di disservizio nelle scuole pugliesi del primo grado di istruzione".

La prima considerazione è che la scuola è "un servizio pubblico dotato di autonomia organizzativa, di sperimentazione e di ricerca": i genitori scelgono l'offerta formativa, non le modalità di erogazione del servizio. Rende l'idea della confusione che regna: "In questi giorni è subentrata una confusa rincorsa a un presunto diritto all’istruzione, che si configura, a seconda dei desideri dei cittadini coinvolti, nella richiesta del servizio in presenza, nella opzione per il servizio a distanza, ma non tutti i giorni, per la richiesta del servizio DaD purchè gestito dal docente preferito, dalla opzione per il collegamento in modalità sincrona con la classe in presenza. La duplice modalità di erogazione del servizio di istruzione è, peraltro, magicamente assicurata conservando lo stesso numero dei docenti dell’organico dell’autonomia assegnati ad ogni scuola". La scuola 'on demand', siffatta, umilia il personale che "con competenza, disponibilità ed estrema professionalità sta sostenendo il progetto educativo in queste difficili settimane, nonostante tutto".

La seconda considerazione attiene alla modalità sincrona, tramite collegamento online, soluzione che giudica impraticabile, anche alla luce dell'esperienza nella scuola secondaria di secondo grado: "La DaD e la didattica in presenza - scrive Mariolina Goduto al ministro - sono modalità estremamente differenti, che richiedono modalità di organizzazione della lezione, di gestione della classe, di scelta e progettazione dei contenuti degli ambiti disciplinari assolutamente diverse, non uniformabili con tecniche di collegamento online, in contemporanea gestione delle due classi, fisica e virtuale". Come fa il mondo della scuola, con le azioni di monitoraggio, di revisione e di rimodulazione costante della progettazione, "un decisore politico deve essere in grado di considerare le conseguenze determinate dai provvedimenti che produce, e deve essere capace di modificare le decisioni se i provvedimenti stanno registrando margini evidenti di insuccesso", e non certo "mirare solo a conservare il consenso accontentando tutti".

Da ultimo, la dirigente richiama i dati sulla diffusione del contagio riportati nell'ordinanza che il presidente collega alla riapertura delle scuole. "I genitori vengono orientati verso la scelta della didattica a distanza, ritenuta dall’ordinanza, in modo implicito ma chiaro, la soluzione efficace in termini di sicurezza e di tutela della salute. Se questo è lo scenario - conclude nella sua lettera aperta Mariolina Goduto - la valutazione del rischio non può essere delegata ai cittadini e ai genitori. Né la valutazione del rischio può produrre effetti così diversificati, in bilico tra le soluzioni del presidente Emiliano e le scelte adottate, per il primo ciclo di istruzione, a livello nazionale".

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