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Marco e Vincenzo, dal successo di 'Banana Fujente' a una linea di abbigliamento e contenuti sulla sessualità: "Su questo tema scarsa consapevolezza"

Marco Fanelli, 30 anni appena compiuti, nato e cresciuto a San Severo, con l'amico di vecchia data Vincenzo Stoico, è l'ideatore del progetto '"Abbigliamento e contenuti sulla sessualità", tra i vincitori del bando Pin Giovani della Regione Puglia

Ha fatto discutere per giorni la presenza per le strade di Milano di poster che pubblicizzavano la terza stagione di 'Sex Education', fortunata serie tv in onda su Netflix, che racconta la storia di un ragazzo, Otis, che nel giro di poco tempo - grazie all'indottrinamento della madre sessuologa - diventa una specie di consulente in sessuologia nella sua scuola. 

Sui poster, disseminati in varie zone della città, a cominciare della fermate delle metro, campeggiavano degli alimenti (banana, cactus, ostrica) dalle forme ambigue che richiamano gli organi genitali, accompagnate da un messaggio "Se la vediamo in forme diverse è perché non ce n'è una sola. Ognuna è perfetta. Anche la tua". 

L'iniziativa, che evidentemente non aveva soltanto lo scopo di pubblicizzare la nuova stagione della serie, ha ovviamente scatenato la discussione e, altrettanto naturalmente, scatenato l'indignazione di chi ha visto in quei poster una poco più che squallida e ineducativa provocazione: "È accettabile che simili poster siano sotto gli occhi di tutti, bambini e ragazzini compresi? L’educazione sessuale deve essere in capo alla famiglia", ha tuonato Barbara Mazzali, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e candidata alle prossime elezioni in programma questo weekend, secondo la quale "la ipersessualizzazione non è educativa, ma crea confusione nei giovanissimi". 

Ma al di là del pensiero espresso dalla Mazzali, l'iniziativa di Netflix ha acceso nuovamente i riflettori sul tema della sessualità, che a pochi mesi dall'inizio del 2022, resta ancora un territorio per lo più inesplorato. Se non è un tabu, poco ci manca. 

"C'è ancora scarsa consapevolezza sulla sessualità che comporta anche una limitazione della libertà, a causa della presenza forte di stereotipi e tabu". A dirlo è Marco Fanelli, 30 anni appena compiuti, nato e cresciuto a San Severo. Insieme all'amico di vecchia data Vincenzo Stoico, è l'ideatore di un progetto sicuramente originale, ma che è destinato a far riflettere. Il titolo dice tutto: "Abbigliamento e contenuti sulla sessualità", tra i vincitori del bando Pin Giovani della Regione Puglia. L'obiettivo, per l'appunto, è la creazione di una linea di abbigliamenti e di contenuti per celebrare la propria identità e le preferenze sessuali. 

La metodologia per veicolare il messaggio è mutuata da un progetto già in essere, quella della Banana Fujente, una community creata dai due ragazzi insieme ad altri due amici (Francesco e Giuseppe) legata alla festa patronale della Madonna del Soccorso, e incentrata sull'uso di simboli veicolati attraverso capi di abbigliamento. "Ci siamo resi conti della forza comunicativa di una maglietta". E infatti, i risultati sono arrivati quasi subito, visto il nutrito numero di ragazzi che hanno deciso di far parte della community. 

Magliette e felpe sono state individuate anche per veicolare un altro tipo di messaggio, necessario ai tempi d'oggi. Una necessità alla quale Marco e Vincenzo sono giunti dopo diverse chiacchierate e altrettante attente valutazioni: "Abbiamo preso coscienza della scarsa consapevolezza che c'è sulla sessualità. Purtroppo, in Italia arriviamo spesso in ritardo su molti aspetti. Per questo siamo giunti a una conclusione: ok, c'è questo problema, potremmo affrontarlo basandoci sull'esperienza di Banana Fujente, andando di nuovo a utilizzare l'abbigliamento e i contenuti social come strumento e luogo in cui mettere insieme persone aperte di mente, con una moderna visione della sessualità. Una sorta di armatura anche verso chi bullizza colui il quale non si riconosce nella canonica distinzione binaria tra maschio e femmina". 

Il motore dell'iniziativa è rappresentato, senza dubbio, anche dalle esperienze personali dei due ragazzi, in particolare quella di Marco, trasferitosi a Torino per gli studi universitari (ha studiato ingegneria civile e adesso si occupa di product management in una azienda commerciale): "Sicuramente l'ambiente migliore in cui si possono carpire e diffondere certe informazioni è quello scolastico-universitario. Non so dire se al Nord ci sia una maggiore apertura mentale rispetto al Sud, però nel periodo universitario ho avuto modo di entrare in contatto con persone di varie estrazioni sociali e culturali. Vivevo in uno studentato in cui vi erano studenti provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo".

Un piccolo melting pot che gioco forza ti porta ad affrontare la vita e determinate tematiche con un occhio diverso da quello dello studente liceale. "In quel crogiolo di idee e opinioni ho trovato un più ampio margine di aperture mentali. Ma c'è da dire che la mente cambia anche passando dalla scuola all'università". 

E a proposito di sessualità, scuola e famiglia restano gli ambiti principali che vanno a incidere sulla formazione e sulla mentalità di un ragazzo: "Nelle scuole italiane manca", puntualizza Fanelli, che poi aggiunge: "Ci sono tante famiglie nelle quali il tema della sessualità è un tabu vero e proprio. E finisce che gli adolescenti tendono a scoprirla da soli, senza una guida. Così si corre il pericolo di un disorientamento e di una scarsa conoscenza. Anche chi bullizza una persona che non si riconosce nel genere binario, lo fa perché non comprende come ci possano essere persone che vanno al di là di questa distinzione. La scuola potrebbe offrire un grosso contributo educativo, ma andrebbe rivisto il piano formativo-didattico. È un po' quello che accade da anni con l'educazione civica". 

Dalle scuole alla famiglia il passo è breve: "Stiamo pianificando anche una installazione nella piazza di una città italiana, che parli di noi, con l'intento di scuotere non solo i nostri coetanei, ma anche le generazioni precedenti. Dobbiamo cercare anche di arrivare a loro, perché la scuola e la famiglia sono i primi contesti con il quale l'adolescente si confronta. Sono loro i primi formatori, per questo vorremmo che il nostro messaggio arrivi anche a loro e a chi ha il potere di fare determinate scelte, di apportare cambiamenti. Persone che, gioco forza, hanno un'età diversa dalla nostra. Non possiamo pensare di trovare ovunque una Greta Thumberg che smuova il tutto". 

Tornando al progetto, si partirà con un pattern (un disegno, schema ricorrente) che richiami l'ambito della sessualità, ma in maniera sobria e non troppo esplicita. Per intenderci, una scelta diversa da quella intrapresa dalla Astyle (marchio italiano il cui logo era costituito da una A con due puntini che richiamavano l'immagine stilizzata di un rapporto sessuale in atto tra due persone). Poi si passerà alla costituzione della community: "Non sappiamo ancora quanta gente aderirà, ma in rete ci sono già delle pagine Instagram con un grosso seguito di utenti, che affrontano queste tematiche. La gente curiosa, che ha voglia di saperne di più, di parlare di queste tematiche non manca. Siamo certi che otterremo un riscontro positivo".

"Il progetto è annuale - chiosa il giovane sanseverese - forse chiederemo una proroga di tre mesi, perché il Covid e altre problematiche hanno causato un rallentamento, ma l'idea è quella di consegnare la linea di capi pronta per la vendita (in un e-commerce) al massimo entro giugno 2022". 

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