Sui Monti Dauni, nuova vita per il chiosco abbandonato: diventa 'Caffè Letterario' grazie a volontari e migranti

Un progetto di integrazione sociale realizzato a San Marco la Catola. La struttura in legno della villa comunale è tornata a nuova vita grazie al lavoro di un gruppo di volontari, tra cui i migranti ospiti di un CAS

Volontari al lavoro

Il piccolo chiosco, per anni abbandonato, diventa un Caffè Letterario. Accade a San Marco La Catola, dove un gruppo di volontari ha letteralmente recuperato la piccola struttura di legno della villa comunale.

Utilizzata dalla locale squadra di calcio per qualche tempo, e poi per anni abbandonata, è oggi al centro di un progetto di riqualificazione e rivitalizzazione sociale. I volontari, giovani e anziani, armati di martelli, pennelli, vernici, olio di gomito e passione hanno ristrutturato il vecchio chiosco. Hanno inchiodato e sostituito le tavole logorate dal tempo, ridipinto le finestre, realizzato sostegni e scaffali per i libri. L’idea di recuperare quel chiosco abbandonato ma così carico di fascino e ricordi, è stata dell’amministrazione comunale.

“E’ bastato poco per coinvolgere i nostri concittadini. In pochi giorni abbiamo messo su una squadra affiatata che si è subito messa al lavoro” sottolineano gli amministratori “L’idea di recuperare un seppur piccolo bene comune è stata la spinta fondamentale. Oggi abbiamo uno spazio in cui poter progettare e realizzare; uno spazio in cui incontrarsi e confrontarsi. Tutta la comunità può proporre e realizzare qualcosa”. Il chioschetto è soprattutto, oggi, il simbolo della voglia di rinascere del piccolo borgo; il simbolo di un paese, come tanti divorato da lotte tra fazioni politiche, che si attiva per ritrovare il senso della comunità. L’insegna, che campeggia bella e colorata sul chioschetto, è opera di Nicola Antonazzo, un consigliere comunale di minoranza che ha apprezzato il progetto di riqualificazione.

Nella squadra di volontari ci sono anche i ragazzi immigrati di 24 Risorse, il CAS dell’agriturismo Avellaneta, e gli ospiti della Casa terapeutica di San Marco. Hanno condiviso con entusiasmo e passione il lavoro di riqualificazione del chioschetto. Un esempio d’integrazione a tutto tondo, perché è con la partecipazione, l’aggregazione che si scardinano i pregiudizi. Con la cultura, la solidarietà e le relazioni sociali si abbattono le barriere. E come nelle migliori tradizioni dei grandi Caffè Letterari d’Europa, anche il chioschetto di San Marco la Catola, accoglie una piccola biblioteca, con libri donati dai cittadini, e si propone di essere luogo d’incontro, condivisione, ascolto e dialogo.

E’ un vero e proprio spazio culturale e sociale per grandi e piccini.  Il Caffè Letterario dallo scorso 4 agosto, giornata d’inaugurazione interamente dedicata ai bambini, ha già accolto una serie d’incontri inseriti nella ricca programmazione estiva patrocinata dal Comune di San Marco La Catola: grande partecipazione alla serata con uno dei più importanti cantastorie italiani, Maurizio Picariello; ben due serate dedicate alla presentazione di opere letterarie; e ancora, la proiezione di un corto sul brigantaggio, e laboratori didattici per i più piccoli. E’ una storia di ricostruzione, di comunione, di comunità. Una storia che racconta la voglia di reagire e vivere del piccolo borgo dei Monti Dauni.

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