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Michele Crisetti

Michele Crisetti

"Molto più che eroi, siete il nostro orgoglio". Il "grazie" e l'abbraccio della città ai sanitari di Casa Sollievo della Sofferenza

In una lettera, il sindaco Michele Crisetti esprime gratitudine agli operatori sanitari dell'ospedale di San Pio a nome di tutta la comunità. "Non dimenticheremo il vostro sacrificio, il vostro lavoro prezioso. Un vaccino collettivo di gratitudine e attenzione alle vostre professioni"

"Siamo con voi, siete il nostro orgoglio". Il sindaco di San Giovanni Rotondo Michele Crisetti racchiude in una lettera un pensiero di affetto e di riconoscenza nei confronti degli operatori di Casa Sollievo della Sofferenza, interpretando i sentimenti della sua comunità. Il 'nemico invisibile' ha stravolto le vite e le abitudini di tutti, ma se ai cittadini è richiesto il sacrificio di restare in casa, agli operatori sanitari "ne è stato chiesto uno ancora più grande: vestirsi con attenzione con strati di tute, occhiali, guanti e mascherine per andare incontro al virus, mettendo a rischio la vostra vita per salvare quella degli altri".

"Quando varcate le porte della nostra Casa Sollievo della Sofferenza siete padre, madre, fratello, figlio, per tutti quegli occhi che si aggrappano alla vita - scrive Crisetti - Per loro e per gli altri andate avanti con coraggio, carichi di una responsabilità tanto grande del donare forza a chi sente di non farcela più. Dopo un turno al limite delle vostre forze, sedete sfiniti sul pavimento. Forse un paziente non ce l’ha fatta e fate i conti silenziosi con il lutto che stringe il cuore. O forse invece è tornato alla vita, respira da solo! E allora, finalmente, in quegli occhi si fa strada l’inarrestabile desiderio di luce e di speranza".

A nome di tutta la comunità sangiovannese, il sindaco ringrazia medici, infermieri e tutto il personale dell'ospedale voluto da San Pio. "In queste settimane abbiamo imparato a conoscere più da vicino il vostro lavoro. Ogni giorno la vostra missione ci appare più chiara attraverso le immagini scattate nelle corsie e nelle terapie intensive, nei volti segnati dalla stanchezza e dai dispositivi di protezione. Ma ci sono cose che non possiamo vedere: i segni profondi e indelebili che l’emergenza sta lasciando nei vostri cuori. Dai numeri drammatici dei contagi tra gli operatori abbiamo scoperto quanto cruciale e rischioso sia il vostro lavoro. Tanti vi hanno chiamati eroi, ma siete molto di più, uomini e donne a cui dobbiamo riconoscenza e memoria. Sacrificate affetti, ore di riposo, tutta la vostra vita nella speranza e in nome di un bene comune: la salute di ogni cittadino. Passata questa emergenza nulla sarà come prima. Nemmeno la memoria. Non dimenticheremo il vostro sacrificio, il vostro lavoro prezioso - conclude - Un vaccino collettivo di gratitudine e attenzione alle vostre professioni".

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