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Lawrence ce l'ha fatta, i foggiani e il Rotary lo premiano con acquisti e una macchina da cucire. "Che Dio vi benedica"

La storia di Lawrence è diventata virale in città. Mobilitazione del Rotary Club per offrirgli aiuto e materiale per realizzare i suoi sogni

 

"Abbiamo visto e letto la storia di Lawrence attraverso Foggiatoday. Da quel momento ci siamo adoperati per aiutarlo nel suo lavoro e nel suo progetto". E così il Rotary Club Foggia ha deciso di regalare al 32enne nigeriano una macchina da cucire ultima generazione, nonchè venti ore di corso di sartoria con Michela Quitidamo. La consegna è avvenuta ieri, presso lo studio del commercialista Giorgio Buccarella, che ha messo la location a disposizione. Un emozionante momento per la nostra testata, che ha così contribuito a cambiare il corso delle cose nella vita di Lawrence.

32 anni, da cinque in Italia, a Foggia, dopo aver attraversato il mare su di un gommone. La storia di Lawrence parte dalla Nigeria, Paese natìo che ha lasciato per "questioni di sicurezza", per "continuare a vivere". Oggi è un piccolo stilista, produce borse soprattutto, "Le chicche di Lau" (c'è anche una pagina Facebook dedicata). E questo grazie all'opportunità che il corso di sartoria "I saperi per l'inclusione" promosso dal Rotary Club "Umberto Giordano" di Foggia gli ha dato. Ma non è andata sempre così.

Sbarcato in Italia, Lawrence ha vissuto alla pista di Borgo Mezzanone per alcuni anni. Con i primi soldi guadagnati, ha acquistato una macchina da cucire di seconda mano, al prezzo di 25 euro, ed ha iniziato a fare piccoli lavori per i suoi compagni di sventura: un pantalone strappato, un t shirt bucata, un lenzuolo malandato. E' un pastore, ed è nella chiesa di Borgo Mezzanone che è avvenuto l'incontro che gli ha cambiato la vita, portandolo a Foggia e consentendogli un'altra vita. "Mi piaceva la sartoria, cucire" ci dice nel suo italiano ancora stentato, "ma all'inizio per mantenermi lavoravo in un ristorante, 15 ore al giorno. Anche 16". Oggi sta realizzando il suo sogno: cucire. Grazie al buon cuore dei foggiani che lo hanno accolto nella propria dimora. Il suo più grande desiderio? Guadagnare abbastanza per costruire una chiesa in Africa. Di Foggia dice: "E' una città che amo, è tranquilla. Non è razzista".

I doni a Lawrence non finiscono qui perchè da settembre partiranno per lui lezioni dedicate di lingua italiana mentre un negozio del centro si è offerto per mettergli a disposizione le stoffe per le sue borse. "L'anno scorso di questi tempi eravamo sconfortati, avevamo venduto appena tre borse - ci rivela la donna che ha praticamente 'adottato' Lawrence, supportandolo in questo suo sogno-, ma lui mi ripeteva sempre: Dio aprirà una strada". La strada si è aperta.

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