Comunità energetiche e strategie per le aree interne: Roseto capofila in due progetti con l'Università del Sannio e il Politecnico di Bari

Entrambi i progetti verranno presentati a Bruxelles con bandi aperti per i dottorandi ai quali verrà data la possibilità di risiedere nel nostro comune per studiare e fare ricerca

Partirà a breve il percorso di collaborazione tra il Comune di Roseto Valfortore, e l'Università del Sannio e il Politecnico di Bari. La partnership verterà sulle comunità energetiche, il dissesto e lo sviluppo sostenibile sui Monti Dauni, con Roseto Valfortore capofila.

Entrambi i progetti saranno presentati a Bruxelles con bandi aperti per i dottorandi ai quali verrà data la possibilità di risiedere nel comune dei Monti Dauni per studiare e fare ricerca.

'Modeli e algoritmi per il controllo e l'ottimizzazione di comunità energetiche' è il progetto che il Comune di Roseto svilupperà in collaborazione con l?Università del Sannio. Il Comune di Roseto Valfortore, e la sua comunità energetica, avranno un ruolo primario come caso studio concreto, e per questo motivo si ritene essenziale prevedere una collaborazione stretta tra il gruppo di ricerca universitario e il Comune, che si rafforzi con una permanenza a Roseto V. del dottorando per un periodo di tre mesi, anche non continuativi. E' prevista anche una collaborazione con la Friendly Power srl.

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La collaborazione con il Politecnico verterà sulla 'Strategia nazionale per le aree interne': la proposta di ricerca di dottorato volge ad una attività scientifica multidisciplinare, nei campi dell’ingegneria geotecnica, idraulica, strutturale e dell’architettura tecnica e della geomatica, finalizzata a generare delle agenzie delocalizzate sul territorio (ossia con sede nelle aree interne di interesse, in questo caso i Monti Dauni) che siano sede di piattaforme informatizzate per l’acquisizione ed elaborazione in continuo dei dati acquisiti con monitoraggi diffusi nei territori comunali, intelligenti in quanto progettati sulla base delle conoscenze più approfondite ed avanzate delle dinamiche di dissesto idrogeologico di tali aree, già acquisite in campo scientifico. Tale conoscenza potrà essere la base per la pianificazione della gestione di questi territori, che può comportare la definizione di interventi di mitigazione degli effetti del dissesto (riduzione della pericolosità da frana di pendii, messa in sicurezza di edifici vulnerati ecc.), di sistemi di allerta rispetto a situazioni dannose per l’incolumità fisica e di iniziative di sviluppo produttivo per il territorio.

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