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Martedì, 24 Maggio 2022
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Parco San Felice, sulla rimozione della recinzione l'Asd Rovelli era disposta a un accordo: “Mai ricevuti dai commissari”

Parla il legale dell’associazione sportiva che aveva ottenuto la concessione per la gestione del campo di calcetto, poi revocata. Il ricorso è ancora pendente davanti al Tar Puglia. Sollecitata la fissazione dell’udienza

“Abbiamo chiesto un incontro alla commissione straordinaria, ma non abbiamo mai ricevuto alcun riscontro alla pec inviata, se fosse stato necessario avremmo potuto trovare un accordo per la rimozione della recinzione”.  È l’avvocato Emma Cavallo a riferirlo per conto del suo assistito, il presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Rovelli, Alessio Russo, a seguito della pubblicazione della determina per i lavori in danno per il ripristino dello stato dei luoghi di parte di Parco San Felice.

Il Comune di Foggia, a maggio del 2019, aveva concesso per otto anni, tramite affidamento diretto, la gestione del campo di calcetto in via Rovelli angolo via La Malfa, nel polmone verde della città. A febbraio del 2021 la determina era stata annullata, ai sensi dell’art.21 octies della Legge 242/1990 (“È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza”), una volta constatata “l’improcedibilità tecnico-amminsitrativa al rilascio delle autorizzazioni eventualmente previste”.

Il 27 aprile dello stesso anno, l’Asd Rovelli ha impugnato la revoca davanti al Tar della Puglia. “C’è un ricorso pendente e una richiesta di sospensiva”, ricorda l’avvocato Cavallo. Dalla determina dell’1 marzo 2022 con cui il Comune procedeva ad approvare i lavori di rimozione della rete metallica e di quelli connessi per riportare l’area al suo stato originario, si evinceva come il Servizio Avvocatura avesse ipotizzato che alla data del 19 ottobre non risultava fissata alcuna udienza “verosimilmente a causa di un'incongruenza in sede di iscrizione a ruolo del giudizio”.

A smentire questa supposizione è il legale dell’associazione sportiva: “A parte il fatto che loro non potrebbero neanche saperlo, perché il Comune non si è costituito, quindi non può accedere agli atti, la fissazione dell’udienza può avvenire in alcuni casi, come questo di appalti, d’ufficio, in altri, invece, deve essere depositata una istanza di fissazione udienza. Io l’ho depositata con sollecito ed urgenza in questi giorni proprio perché l’udienza ancora non era stata assegnata per la domanda cautelare”. In pratica, l’avvocato Emma Cavallo ha sollecitato il Tribunale amministrativo regionale perché non aveva ancora provveduto a fissare l’udienza. L’istanza risulta depositata in data 16 marzo.

Sapeva che sarebbe andata per le lunghe, ecco perché proprio ai primi di ottobre aveva inviato una richiesta tramite posta elettronica certificata alla commissione straordinaria che si era insediata dopo la notifica del ricorso: “Avevamo chiesto un incontro anche per questo motivo, per evitare inutili attacchi a livello mediatico”. E se ci fosse stata “l’effettiva esigenza”, secondo quanto dichiara l’avvocato, sarebbero stati disposti a trovare un accordo, nel caso in cui la commissione avesse avuto interesse a chiudere la questione. Parla di accordo perché, nel frattempo, il suo assistito ha corrisposto il canone annuo pari a 4.312,50 euro oltre Iva, “fino alla determina di annullamento, che era fuori tempo limite perché oltre i 18 mesi”, precisa l’avvocato Cavallo, riproponendo un’obiezione che era stata respinta dall’ente (“non applicabile il termine dei 18 mesi di cui all’art. 21 nonies della L. 242/1990 in quanto il procedimento non si è perfezionato per carenza dei necessari pareri, autorizzazioni, nulla osta e titoli abilitativi di cui al D.R.P. 380/2001 e ss.mm.ii., così come espressamente previsto dal citato articolo ‘dal momento dell'adozione dei provvedimenti di autorizzazione’”).

Il canone, poi, rileva il legale, “è consono all’ampiezza della zona”, osservazione riferita alle determine in cui si paventa un abuso da parte del suo assistito (“L’avviso pubblico approvato con la determinazione dirigenziale n°182/2018 prevedeva esclusivamente l’affidamento della gestione del “Campo di calcetto” e non di un’area più vasta”). “Si ostinano a dire che l’assegnazione riguardava solo il campo da calcetto, ma avevano tutte le piantine, i disegni del geometra, il mio cliente aveva avuto l’autorizzazione e sapevano benissimo quale sarebbe stato il progetto”. Sul recupero delle somme in danno ai proprietari, gli 11.220 euro previsti per i lavori di ripristino, si preannuncia un’ulteriore battaglia legale: “Fino a quando non si sarà pronunciato il Tar, non è dato sapere chi abbia ragione. Essendoci un ricorso pendente, l’accorgimento più opportuno sarebbe stato quello non di emanare determine ma almeno di accordarsi o rendere partecipe il soggetto che in realtà, in questo caso, ha un po’ subito anche l’annullamento della determina, ha investito e ha preso accordi con aziende”.

Il Comune avrebbe avuto 60 giorni di tempo per costituirsi, ma non lo ha fatto, ora si vedrà se interverrà quando sarà fissata l’udienza. Non è finita, e l’associazione sportiva proverà a neutralizzare anche gli effetti dell’ultima determina che approva i lavori a carico del Comune per poi rivalersi sull’Asd Rovelli: “Sicuramente ci sarà una diffida – preannuncia l’avvocato Cavallo - una istanza di annullamento e reitereremo la richiesta di un incontro”.  

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