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"Impresa sembrava impossibile", dopo 7 anni l'Oda Teatro può tornare a vivere: cercasi gestore a 27mila euro all'anno

Pubblicato l'Avviso Pubblico finalizzato a individuare un operatore economico cui affidare in concessione d’uso, per 15 anni, il contenitore culturale di proprietà della Provincia chiusa nel 2013 per inagibilità

"Dopo oltre 7 anni dalla chiusura l'Oda Teatro, immobile di proprietà della Provincia di Foggia, potrà ritornare ad essere uno spazio culturale aperto a servizio della Capitanata". Lo ha annunciato con grande soddisfazione il presidente Nicola Gatta che ha firmato ieri la delibera per la concessione a titolo oneroso, per quindici anni, della struttura che si trova nella seconda traversa di Corso del Mezzogiorno (oggi via Shahbaz Bhatti) ad un soggetto qualificato che sarà selezionato con procedura di evidenza pubblica, con la possibilità anche di partecipare al bando regionale 'Radici e Ali' per ottenere fondi. "Sono certo che riusciremo anche questa volta in un’impresa che sembrava impossibile".

Oggi l'immobile versa in precarie condizioni strutturali, in stato di semiabbandono, privo di ogni forma di manutenzione e qualunque utilizzo sarà possibile solo a seguito di una completa e "alquanto onerosa"  - si legge nella delibera - ristrutturazione.

Il teatro, sprovvisto di alcune certificazioni, era stato chiuso per inagibilità nel 2013. Era gestito da dieci anni dalla compagnia Cerchio di Gesso che si vide costretta a chiudere e a licenziare i dipendenti. Tre anni dopo, nel 2016, riaprì per una breve parentesi ad opera della compagnia Cerchio di Gesso-Nuovo.

La struttura è annoverata nel piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare e la Provincia di Foggia ha scelto la strada della valorizzazione tramite concessione ai fini della riqualificazione.

L'ente di piazza XX Settembre, intravedendo una valida opportunità nell'avviso pubblico 'Radici e Ali' indetto dalla Regione per supportare le micro, piccole e medie imprese culturali e creative, nell'ambito del Por Puglia 2014-2020, lo indica come uno strumento per attingere risorse. La procedura è finalizzata, infatti, anche a consentire, eventualmente, la candidatura del soggetto affidatario al bando che finanzia anche l'adeguamento funzionale degli spazi.

Possono presentare domanda, in questo senso, le società (di persone, di capitale, cooperative), le fondazioni e le associazioni, entrambe non partecipate da soggetti pubblici, con caratteristiche di piccole e medie imprese, in possesso del codice Ateco 90 prevalente (attività creative, artistiche e di intrattenimento, ad esclusione del codice 90.03.01: attività di giornalisti indipendenti).

La misura, è specificato nella delibera, "può essere destinata alla esecuzione, d’intesa con la Provincia di Foggia, di interventi di valorizzazione strutturale del cespite, nonché alla realizzazione di iniziative, rassegne, mostre, festival, eventi e, in generale, azioni che creino contenuti, servizi e modelli economici e culturali che contribuiscano a stimolare la crescita e l’occupazione, nonché lo sviluppo turistico e sostenibile del territorio".

Il canone annuale è di 27mila euro. Qualora il concessionario dovesse dichiarare all'atto di partecipazione all'avviso di volersi avvalere prevalentemente del bando della Regione per finanziare il progetto e gli interventi da realizzare sull'immobile, la concessione decadrebbe in caso di mancata presentazione della domanda o non ammissione, a meno che il privato non dimostri la possibilità di finanziamento con mezzi propri senza oneri a carico della Provincia. La manifestazione di interesse dovrà essere presentata entro e non oltre le 10 del 22 Giugno, in considerazione dei termini previsti dall’avviso pubblico 'Radici e Ali' indetto dalla Regione Puglia.

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