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I doni in consegna

I doni in consegna

E' Natale anche nelle comunità protette, 'Ultimi' porta un dono da scartare per tutti i bambini: "La solidarietà si moltiplica"

Pietro Paolo Mascione: "Decine di donatori anonimi. Per ogni bambino, pandemia permettendo, cercheremo di stringere un rapporto per sostenere loro in questo momento, mantenendo sempre la bussola orientata sui percorsi della legalità”

Prima la raccolta di giocattoli usati, ma in grado di regalare ancora sorrisi. Poi l’arrivo di altri balocchi, nuovi di zecca, acquistati da anonimi donatori per i bambini delle case-famiglia e comunità della Capitanata.

Così circa 300 minori, tra quelli che attualmente sono ospiti delle strutture protette di Capitanata o che vivono in una situazione di particolare disagio, avranno un dono da scartare sotto l’albero di questo strano natale 2020. “La solidarietà è contagiosa. E i donatori anonimi sono aumentati giorno dopo giorno”, spiega Pietro Paolo Mascione, vicepresidente nazionale di 'Ultimi', l'associazione fondata a Scampìa dal prete anti-racket don Aniello Manganiello, ora presente anche in Capitanata con il presidio 'Ultimi Gargano'.

Ed è proprio qui,  dall’avamposto di legalità garganico, che parte l’iniziativa per consegnare un dono ai bambini che vivono costantemente il Natale in emergenza. “Perlopiù sono bambini dai 2 ai 6 anni, ma ci sono anche adolescenti”, spiega Mascione. “Non si tratta solo di un dono da scartare, di una iniziativa estemporanea e fine a sé stessa”, continua.

“Con ognuno di loro, pandemia permettendo, cercheremo di stringere un rapporto per sostenere loro in questo momento mantenendo sempre la bussola orientata sui percorsi della legalità”. La consegna dei doni raccolti è iniziata la scorsa settimana e proseguirà anche nei prossimi giorni. “Si è creato un grande circuito di solidarietà. C’è grande sensibilità sul fronte dei minori. Qualche giorno fa cercavamo disperatamente una bicicletta per un bambino che ne desiderava una sotto l’albero. Abbiamo messo ali e pedali a 12 bambini”.

Tanti donatori, nell’ordine di decine, si sono offerti di poter acquistare giocattoli nuovi che fossero in linea con i desiderata dei minori e con il target di età. Vogliono rimanere anonimi. Ed è giusto che sia così. “Sono gesti che riempiono il cuore. Non c’è bisogno di altre vetrine”, conclude Mascione.

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