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La Puglia torna arancione, ma potrebbe presto diventare rossa

Ben 80 nuovi ingressi in terapia intensiva nella settimana scorsa, già 87 negli ultimi quattro giorni. Nella giornata di ieri è stata raggiunta la soglia critica del 30% di posti letto occupati nelle terapie intensive. Il Nord si colorerà di rosso. Solo Sicilia e Sardegna dovrebbero evitare il passaggio in arancione

Mancano alcune ore alla presentazione del nuovo report di Monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, ma è pressoché certo il ritorno della Puglia in zona arancione. Un passaggio praticamente annunciato già la scorsa settimana quando il peggioramento della situazione epidemiologica nel tacco dello stivale era evidente.

Com'è noto, il report fa riferimento ai dati della settimana precedente. E infatti, la settimana 1-7 marzo ha reso lampante l'innalzamento della curva dei contagi, 8.407 quelli registrati la scorsa settimana, oltre mille in più rispetto alla precedente, addirittura tremila in più rispetto alla settimana 14-20 febbraio.

A salire è stato anche il tasso di positività, che ormai dallo scorso 25 febbraio non è mai sceso sotto l'11%. Anche il dato dei ricoverati non lascia spazio a dubbi: in Puglia i pazienti ospedalizzati sono 1.571, un numero che non si registrava dal 12 febbraio (1.596). Ben 80 i nuovi ingressi registrati nella settimana 1-7 marzo, mentre nei primi quattro giorni della settimana in corso le persone ricoverate in rianimazione sono addirittura 87.

Resta da verificare solo l'indice rt, che la scorsa settimana si attestava a 0.95, così come l'incidenza ogni 100mila abitanti, altro criterio fondamentale per determinare il cambio di colorazione. Con i numeri in costante peggioramento, non è affatto avventata l'ipotesi di un passaggio a zona rossa della Puglia a partire dal 22 marzo. 

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Lo scenario che si prefigura è quello di un'Italia arancio-rossa, con alcune eccezioni. Soltanto la Sicilia potrebbe restare in giallo, così come la Sardegna (unica regione bianca) che resta in bilico tra il bianco e il giallo. Tutte le altre regioni si tingeranno di arancione o di rosso. Nella giornata di oggi potrebbe diventare rosso tutto il Nord, dove l'indice rt raggiunge punte dell'1.40 e l'incidenza ben oltre i 250 casi per 100mila abitanti (soglia che una volta superata determina il passaggio a zona rossa). Ci sono poi regioni che potrebbero addirittura compiere un duplice salto - ovvero dal giallo al rosso - come la Calabria, attualmente in giallo, ma con una incidenza che supera i 300 casi ogni 100mila abitanti.

Non va meglio la situazione dei ricoverati. La pressione ospedaliera è sempre più forte: allo stato attuale sono ben 12 le regioni che hanno superato il 30% di posti letto occupati in terapia intensiva. La Puglia, nella giornata di ieri, ha raggiunto la soglia critica del 30%, mentre resta al limite quella dei posti letto in area non critica (39%). Umbria, Trento e Molise (58%, 54% e 51%) sono le regioni che fanno registrare il dato più alto di pazienti in rianimazione rispetto ai posti letto disponibili, mentre nelle Marche si registra la percentuale più alta dei posti letto occupati negli altri reparti (il 56%). 

Ricoverati in terapia intensiva e area non critica rispetto ai posti letto disponibili-4

Per quanto riguarda i casi attivi, la Puglia resta la quinta regione con quasi 37mila persone attualmente positive. Ma è in Campania, Lombardia ed Emilia Romagna che si registra l'impennata più vigorosa, con un aumento, rispetto a dieci giorni fa, che va dagli oltre 15mila casi della Campania, ai 23mila della Lombardia. La Sicilia è l'unica regione che rispetto a dieci giorni fa ha fatto registrare una consistente riduzione dei casi attivi (da 26.181 del 2 marzo ai 13.522 di ieri). 

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