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Lo strano caso della Puglia 'Gialla' ma a 'rischio alto': foggiani verdi ma di rabbia

Emiliano frena gli entusiasmi: "Nessuno è autorizzato a darsi alla pazza gioia". Ma non è certo l'euforia il sentimento prevalente in Capitanata come nel resto della regione. Circola soprattutto preoccupazione

La Puglia passa da area arancione a gialla con una nuova ordinanza in vigore dal 6 dicembre del ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati della cabina di regia che si è tenuta ieri, nonostante risulti nella classificazione complessiva del rischio "Alta" nel monitoraggio settimanale (23-29 novembre) dell'Istituto superiore della sanità, insieme alla Sardegna e alla Calabria, considerata non valutabile e quindi equiparata al rischio alto. Classificazione alta che perdura da più di tre settimane, altra condizione per cui è una sorvegliata speciale.

La Puglia, peraltro, come è stato evidenziato nella conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid19 della cabina di regia dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, è l'unica regione con una moderata probabilità di circolazione del virus sul territorio - per tutte le altre regioni è bassa - condizione che influisce sulla classificazione. La valutazione risponde a tre domande: se siano stati segnalati nuovi casi negli ultimi 5 giorni, se vi sia evidenza di un aumento della trasmissione e se la Regione/Pubblica amministrazione dichiara una trasmissione diffusa sul suo territorio non gestibile in modo efficace con misure locali. La risposta affermativa alle prime due e negativa alla terza genera la valutazione della probabilità moderata, in caso di risposta affermativa a tutte e tre sarebbe alta.

Sono ventuno in tutto gli indicatori che concorrono alla ripartizione delle regioni nelle diverse aree, configurando tre diversi scenari, ma i fattori di criticità evidenziati dall'Iss non sono certo trascurabili. 

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano attribuisce la riclassificazione sancita dal ministro Speranza alla resilienza del sistema sanitario: "Ha retto grazie alla programmazione fatta sulla rete ospedaliera, che ci ha consentito di allargare man mano che ne abbiamo avuto necessità i posti letto, moltiplicando i reparti di terapia intensiva dedicati ai pazienti covid, l’area medica e i posti letto cosiddetti post acuzie". Ammette che l'organizzazione sanitaria ha comunque "tante cose da migliorare e correggere", ma aggiunge pure che è davvero un'impresa "sostenere l’impatto del covid con migliaia di unità di personale in meno la cui assunzione ancora oggi non ci viene consentita e con centinaia di milioni di euro in meno che non ci vengono erogati dal sistema sanitario nazionale". E giù commenti negativi.

Di lì a poco, neanche 40 minutili, frena, gli entusiasmi da 'liberi tutti': "Nessuno è autorizzato a darsi alla pazza gioia". I rischi, se ne rende conto, "sono ancora altissimi". E poi si concentra di nuovo sulle province di Foggia e della Bat: dopo 15 giorni di "contagi molto alti" adesso, afferma, "si sono stabilizzati, ma non escludo di applicare restrizioni a questi territori".

E' Bari la provincia più contagiata negli ultimi giorni

Sulla scorta del post precedente, corregge il tiro (solo rispetto ai numeri) dei risultati conseguiti grazie all'organizzazione sanitaria e allo sforzo degli operatori: "Abbiamo retto un’ondata di contagi 10 volte superiore a quella di marzo aprile che superó di poco i 4mila, e che nella seconda ondata è arrivata a 42mila".

Precisa per ben due volte che la zona gialla è una decisione del ministro della Salute e non della Regione Puglia, a scanso di equivoci, forse anche perché travolto sui social dalle critiche. Piovono altri commenti negativi sotto le sue esternazioni che parlano di scaricaribarile e affermazioni pilatesche, oltre a contestare la celebrazione dell'organizzazione sanitaria. È una debacle e si fatica a trovare il consenso. Se la scontano tutti col presidente. 

In tanti sono rimasti perplessi di fronte alla decisione di allargare le maglie delle restrizioni e si domandano se andrà davvero tutto bene. In provincia di Foggia circola un misto di preoccupazione e indignazione e il sentimento prevalente non è certo l'euforia. "A gennaio pagheremo le conseguenze", "Passeremo direttamente in zona rossa", "Sono diventata verde, di rabbia", "Semplicemente folle", scrivono foggiani e non. Per quanto la curva del contagio stia calando, i numeri non sono certo rassicuranti, e i decessi, che siano riferiti a un solo giorno o più per una questione di notifiche, sono un pugno nel petto. Forse, è solo l'ora della responsabilità.

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