Giovedì, 13 Maggio 2021
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Foggia, dal Viminale 170mila euro per aiutare le vittime di racket e usura: "Senza denunce non debelleremo mai la criminalità"

Il ministero dell'Interno ha finanziato il progetto 'I conti non tornano'. Tra le azioni previste supporto psicologico, legale e consulenza economico-finanziaria con équipe di professionisti per la presa in carico dei casi. Parte anche una campagna di sensibilizzazione con due spot video

"Prendersi cura": l'arcivescovo di Foggia-Bovino, Vincenzo Pelvi, 'padre putativo' della Fondazione Buon Samaritano, ha efficacemente sintetizzato in due parole il progetto 'I conti non tornano' finanziato dal ministero dell'Interno nell'ambito dell'avviso pubblico per l'avvio di iniziative per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di racket e usura.

L'operazione, che peraltro ha conseguito un'ottima valutazione nella graduatoria pubblicata a novembre, consiste nella costituzione di gruppi di lavoro per la presa in carico delle vittime di usura e di estorsione, adottando un approccio globale, per evitare di affrontare in modo frammentato i singoli casi e trascurare gli altri effetti collaterali: malessere, sofferenza, isolamento, problemi con il sistema creditizio, ostacoli alla riabilitazione sociale.

Il progetto, finanziato per un importo di 170mila euro, è stato presentato dalla Fondazione antiusura in partenariato con Confindustria che cura l'aspetto dell'antiracket. "È stato uno dei progetti più apprezzati a livello nazionale: nella graduatoria siamo ai primi posti", ha affermato soddisfatto il presidente della Fondazione Buon Samaritano Pippo Cavaliere in occasione della presentazione delle attività in videoconferenza. Oltre alla bontà della proposta, nell'ambito del Pon Legalità sono state riconosciute anche le credenziali di una realtà che opera da 25 anni.

"Abbiamo trascorso un anno molto difficile e impegnativo - ha ammesso in premessa Cavaliere - Lo testimoniano i numeri. Abbiamo accolto in Fondazione oltre 160 famiglie. La situazione si è notevolmente aggravata a causa del Covid. Il lockdown ha acuito lo stato di difficoltà, disagio e, a volte,di disperazione delle persone che non riuscivano a soddisfare i fabbisogni basilari della propria famiglia"

I volontari della Fondazione non si sono mai fermati e hanno avuto la forza e il coraggio, nonostante la pandemia, di incontrare queste persone. "Percentualmente, credo che il numero degli ascolti e i finanziamenti concessi nel 2020 siano aumentati del 40-50%".

Coloro che si presentano alla Fondazione, aggiungerà l'Arcivescovo, "sono i volti della nostra città". È lui a ricordare che alcune famiglie non sono in grado nemmeno di compilare il modulo per ricevere un sussidio e "non possono accedere a servizi provvidenziali". Nel progetto finalizzato ad aiutare e a sostenere le persone che sono vittime di usura e di estorsione, Monsignor Pelvi legge nitidamente "una dimensione culturale, quella del prendersi cura delle persone che sono in difficoltà. È veramente bello interessarsi di coloro che sono in difficoltà e non abituarsi a voltare lo sguardo. È un progetto che apre il cuore".

In rappresentanza di Confindustria, partner attivo dell'iniziativa, è intervenuto il vice presidente Alfonso De Pellegrino. "Ci teniamo a sottolineare subito la nostra scelta di campo, da che parte stiamo. Penso che tutte le istituzioni debbano farlo capire oggi con atti concreti. Viviamo in un periodo, soprattutto nella nostra città, dove la legalità spesso viene proclamata e meno spesso viene praticata. Noi vorremmo che venisse praticata di più e, per quanto ci riguarda, abbiamo messo in campo e continueremo a mettere in campo una serie di strumenti utili ad accompagnare gli imprenditori a denunciare e fare in modo che non restino soli. Abbiamo deciso qual è il nostro percorso anche con l'istituzione dell'Osservatorio per la Legalità - ha proseguito De Pellegrino - una delle poche esperienze all'interno delle Associazioni territoriali di Confindustria, presieduto da un uomo di legge e di grande esperienza come il dott. Massimo Lucianetti, che sarà supportato da uomini che provengono dal mondo delle professioni, dal mondo accademico, dalla società civile, dalla Curia stessa con la presenza di Don Vito Cecere. Con questo strumento cercheremo di dare il nostro contributo fattivo concreto a quegli imprenditori che decideranno o hanno avuto il coraggio di denunciare. Noi abbiamo l'obbligo di non lasciare solo nessuno. Questi due reati infami affogano questa terra e ognuno deve fare la propria parte".

A illustrare il progetto è stata la project manager Daniela Eronia che ha avuto l'intuito di individuare questa misura per ottenere il cospicuo finanziamento, ispiratrice di questa azione come l'ha definita Pippo Cavaliere. Lo ha messo su in tempi record. "Questo è un progetto dal fortissimo impatto sociale, come ha un forte impatto purtroppo l'azione criminale che subisce la nostra terra. Questi 170mila saranno utilizzati esclusivamente per aiutare e sostenere le persone che ne avranno bisogno. Il progetto si fa carico integralmente di quelle che sono le emergenze collegate all'usura o al racket delle estorsioni, per condurre per mano le persone alla denuncia o comunque andare incontro a quelle che sono le esigenze delle vittime. C'è un gruppo di lavoro composto di professionisti, alcuni sono già incardinati nella Fondazione. Ragioniamo sulla costruzione di un sistema di governance. È un lavoro di squadra. Tutte le persone che si rivolgeranno sia alla Fondazione che a Confindustria saranno accolte con supporto psicologico, legale e commerciale. Tutte le persone che si sentono sole perché hanno denunciato, inoltre, riceveranno una visita nelle loro aziende e nelle loro case da parte di professionisti, con il supporto della Prefettura".

Il pool si compone di una quindicina di professionisti. Nella fase di aiuto si costituisce un’équipe integrata composta da specifiche figure professionali: esperti legali, civilisti e penalisti, aziendali, fiscalisti, psicologi e psicoterapeuti.

"Quando parliamo di presa in carico - ha precisato Eronia - intendiamo una metodologia specifica: c'è un primo contatto telefonico, poi un primo incontro, si costituisce una équipe integrata che si compone di quelle figure professionali che saranno indispensabili in base all'emergenza rappresentata. Tutte le consulenze offerte sono gratuite, a cominciare dalla consulenza psicologica".

È prevista assistenza presso gli istituti di credito, le Confidi, e tutte le altre strutture abilitate all’erogazione del credito, consulenza nella risoluzione dell’indebitamento e del sovra indebitamento, e, nei casi previsti, la predisposizione dell’istanza al Fondo di solidarietà e assistenza per l’accesso al Fondo di prevenzione.

La governance di progetto è composta da nove rappresentanti: il presidente della Fondazione Buon Samaritano, Giuseppe Cavaliere, il presidente di Confindustria Foggia, Giancarlo Dimauro, il presidente dell’Osservatorio sulla criminalità economica, Massimo Lucianetti, le professoresse associate di Psicologia Clinica e di Diritto Processuale Penale dell’Università degli Studi di Foggia, Anna Maria Petito e Angela Procaccino, la presidente del Comitato Giuridico, il componente del Consiglio Direttivo e della segreteria della Fondazione Buon Samaritano, Maria Laura Trisciuoglio, Rocco Di Stasio e Pasquale Bonnì e la project manager Daniela Eronia.

È prevista anche una campagna di sensibilizzazione e comunicazione, che durerà un anno e mezzo. Su invito, cinque società hanno presentato la manifestazione di interesse, e tra le proposte esaminate la scelta è ricaduta su Daruma. "Abbiamo fatto le nostre proposte partendo dall'assunto che la vita di ognuno di noi è fatta di tasselli - ha spiegato Sergio Maddalena - nella fattispecie, per lo spot sull'usura abbiamo utilizzato come metafora della vita il Jenga, un gioco di società fatto di mattoncini dove ogni mattone è un valore della vita (famiglia, amici, lavoro, casa, dignità). Nel caso, invece, dello spot per l'estorsione abbiamo utilizzato i famosissimi mattoncini Lego, come metafora di un imprenditore che pezzo dopo pezzo mette su la propria azienda con la volontà di sviluppare il proprio progetto".

Lo slogan "denuncia e fatti dare una mano" chiude entrambi i video che spiegano come l'usura giochi con la vita delle persone e l'estorsione mini i progetti degli imprenditori.

"Senza denunce - ha messo in chiaro Cavaliere - il problema della criminalità non lo risolveremo mai".

(In foto, da sinistra, Sergio Maddalena di Daruma; la project manager Daniela Eronia; il vice presidente di Confindustria Alfonso De Pellegrino; il presidente della Fondazione Buon Samaritano Pippo Cavaliere e l'Arcivescovo della Diocesi di Foggia-Bovino Mons. Vincenzo Pelvi)

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