Pro Loco senza 'casa' e quella proposta sullo Iat inascoltata dal Comune: "Solo chiusura e silenzio"

La proposta del presidente Giuseppe Croce: trasferire l'associazione nei locali dell'ex circoscrizione di via Scillitani e assorbire (come previsto da regolamento regionale) l'Ufficio Iat presente. "Ad oggi nessuna risposta"

Nella foto Croce

La Pro Loco di Foggia non trova pace. ‘Sfrattata’ dagli uffici della palazzina dell’ex Annona di via Sant’Alfonso De Liguori (in fase di riqualificazione per fronteggiare l’emergenza abitativa), dallo scorso settembre l'associazione turistica è chiamata a condividere una stanza ricavata all’interno della scuola ‘Chiara Lubich’, in via Ugo la Malfa, con altre due associazioni del territorio.

“In queste condizioni è impossibile lavorare e pianificare. Dobbiamo osservare una turnazione per non accavallarci. Non siamo in grado nemmeno di organizzare una riunione con i nostri 131 associati”, spiega il presidente Giuseppe Croce che una soluzione al problema l’aveva pure prospettata. “Ma dal Comune solo silenzio e chiusura”, attacca. La proposta, messa su nero su bianco in una pec inviata lo scorso 12 settembre, riguardava i locali dell’ex Circoscrizione Centro di via Scillitani dove è situato anche l’Ufficio Informazioni Turistiche gestito dal Comune stesso.

“Avendo appreso che si sono liberate delle stanze, al primo piano, della palazzina dell’ex Circoscrizione Centro, situata in via Scillitani n.2 - si legge nella pec -  con la presente chiedo con la massima urgenza di poter usufruire di tali spazi per poter locare l’Infopoint della Pro Loco di Foggia. Essi, infatti, hanno tutte le qualità affinché la Pro Loco possa operare con efficacia ed efficienza al servizio della città di Foggia, dei visitatori e pendolari”. Da qui una serie di pec di sollecito a direzione unica, ma - pare - ancora nessun riscontro.

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“C’è stato un rimpallo di competenze tra assessorati”, continua Croce. E la Pro Loco è rimasta ferma al palo. “La nostra richiesta, oltra all'utilizzo dei locali, è quella di poter assorbire l’ufficio Iat che, come previsto da una legge regionale, può essere affidato alle Pro Loco. Ma anche sul punto attendiamo risposta". Oltre al danno, intanto, si rischia la beffa: “Siamo stati accreditati per il Servizio Civile, ma senza una sede rischieremmo di perdere questa opportunità non sapendo come e dove impiegare le 2-3 unità che ci verrebbero assegnate”, continua Croce che lamenta scarsa considerazione da Palazzo di Città. “Non siamo mai stati invitati a sedere ai tavoli tecnici e di programmazione come accade in altre realtà. Perché? Vorremmo solo contribuire e collaborare”.

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