Ucciso in divisa, alla memoria di Vincenzo Di Gennaro il Premio nazionale 'Vittime del dovere'

Il premio è stato ritirato dai familiari del carabiniere ucciso a Cagnano Varano, lo scorso aprile. Tra le altre vittime del dovere ricordate, ci sono Emanuele Anzini, Emanuele Reali, Mario Cerciello Rega, Matteo Domenengo e Pierluigi Rotta

Il premio ritirato dalla compagna di Di Gennaro

Il maresciallo maggiore Vincenzo Di Gennaro ricordato nell'ambito dell’ottavo seminario nazionale di criminologia “Le mafie estere in Italia e loro radicalizzazione”, che ha vissuto il suo momento più toccante proprio con il ricordo delle vittime del dovere.

Per questo, insieme al maresciallo Di Gennaro, ucciso a Cagnano Varano, lo scorso aprile, Sono stati ricordati e hanno ritirato il premio nazionale vittime del dovere “Stefano Piantadosi” i familiari  di Vincenzo Di Gennaro, Emanuele Anzini, Emanuele Reali, Mario Cerciello Rega, Matteo Domenengo e Pierluigi Rotta. 

"Grazie Vincenzo per aver servito la nostra nazione con onore" 

Nel complesso, sono stati oltre 500 iscritti, aula magna gremita e centinaia di studenti collegati in diretta streaming da sale attigue per la manifestazione. La presenza di alte cariche istituzionali tra le quali il Presidente Nazionale Antimafia Nicola Morra, il capo della DIA Generale Giuseppe Governale e il coinvolgimento di personaggi di elevato carisma e cultura come Antony Cardinale (l’avvocato di John Gotti e Frank Salemme) e i professori Francesco Sidoti, Maria Teresa Gammone, Nicoletta Romanelli, hanno reso ancor più ricco e denso di spunti un appuntamento che da otto anni a questa parte sta sempre più crescendo in qualità, offrendo spunti di alta criminologia.

L’intervento dei relatori è stato aperto con la proiezione di un bellissimo documentario sulla mafia dei pascoli e che ha evidenziato l’intero percorso di denuncia fatto da Lina Calandro, coorganizzatrice dell’evento, sul tema dell’Agromafia in Abruzzo. Apprezzata l'introduzione dei project manager Emanuela Piantadosi e Mauro Nardella. Proprio Nardella nello spiegare il perché del tema di quest’anno ha voluto ricordare la sua amicizia con Antonio Di Gennaro e presentare al pubblico Andrea Paglieta,  barbaramente aggredito con dell’olio bollente da un ergastolano della 'ndrangheta e che diversi anni prima salvò la vita, proprio a Nardella, a seguito di un’aggressione ricevuta da un pericoloso detenuto. 

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