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Paese si mobilità per Oliver, ritrovato dopo una notte di ricerche: "Grazie, siete una grande comunità"

Protagonista, suo malgrado, della vicenda è un beagle di 2 anni. Il fatto è accaduto a Pietramontecorvino e il gesto è stato accolto con gratitudine dal suo padrone, un avvocato di Cantù, di passaggio sui Monti Dauni durante un tour della Puglia

Cane impaurito dai fuochi d’artificio scappa tra la folla: paese si mobilita fino a notte fonda per ritrovarlo. E’ accaduto a Pietramontecorvino e il gesto è stato accolto con gratitudine dal padrone, un avvocato di Cantù, di passaggio sui Monti Dauni durante un tour della Puglia.

Il fatto è successo lo scorso 18 agosto; protagonista, suo malgrado, è un stato Oliver, un beagle di nemmeno due anni di età. Il legale, con il suo amato compagno di viaggio, era in pizzeria quando “a mia insaputa, alle 20, sono scoppiati i fuochi d'artificio per la festa patronale di cui, ovviamente, non ne ero a conoscenza tanto che il mio cane con la propria lunghina/guinzaglio attaccata ha ribaltato il tavolo, fuggendo, terrorizzato, all'impazzata in direzione opposta ai fuochi e quindi per le vie del paese”, racconta.

“Ho provato a riconcorrerlo e nonostante la presenza delle molteplici persone presenti in strada era un fulmine per tutti e ricevevo indicazioni sulla direzione della fuga. La disperazione mi assaliva e prendeva in me il sopravvento e, non trovandolo, ho informato una marea di persone presenti e anche le forze dell'ordine presenti in occasione della giornata che era festosa per il paese e per me si stava trasformando in un vero dramma”.

Confuso, stanco e disperato, “ho avuto modo di conoscere delle persone eccezionali che, comprendendo il mio dramma, si affrettavano a darmi, oltre che conforto, un aiuto concreto (diffondendo la notizia nei canali social o con il passaparola ed, in alcuni - oserei dire commoventi - casi, si univano alla ricerca con me od in modo autonomo): meritano un cenno speciale Michele Tedesco e sua moglie Rosa, i suoi fratelli, Vincenzo Ciarlo, Giovanni Turso e tanti altri di cui, ahimè, non ricordo le generalità preso dalla concitazione del momento”.

“Ho vagato sino alle 4 della mattina, decidendo di sospendere le ricerche che ho proseguito un paio d'ore dopo all'alba. Intorno alle 9 del mattino, ormai sopraffatto dalla sconforto e dalla triste desolazione di aver smarrito per sempre il mio amato compagno, ricevo la telefonata di Giovanni Turso che, con felicità e gioia, mi comunicava che Oliver era stato trovato e di recarmi nel corso principale. Di li a poco, la signora Elvira accompagnava nella propria auto Oliver che benché disorientato, spaventato ed assetato, abbracciavo in un turbine di felicità, commozione ed incredulità”.

Dopo essersi preso cura del cane, il legale è tornato a Pietramontecorvino per salutare e ringraziare quanti “mi avevano aiutato con partecipazione ed affetto. Questa mia esperienza a lieto fine vuole significare che esistono ancora quelle comunità di persone che, mosse da sincero spirito di solidarietà, sono disposte ad aiutare un viandante sconosciuto nonché, per quanto valga, voglio sottolineare che tale spirito solidaristico, spesso e purtroppo, qui nella parte del Paese considerata produttiva ed avanzata, sta scemando verso egoismi ed attenzione sol a sé stessi. Grazie ai petraioli per avermi trasmesso la magia della loro comunità”.

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