Càlena, dagli studenti del 'Libetta' un fumetto e uno spettacolo per far risplendere l’abbazia

L’Istituto Tecnico Turistico di Peschici porta in scena una pièce sulla chiesa al centro di una lunga e complessa contesa: “Barbarossa e il tesoro di Càlena”

Una delle tavole realizzate per il progetto

Il recupero e il rilancio di Càlena, la storica e bellissima abbazia di Peschici al centro di una contesa che dura da molti anni, ha ispirato una storia e un fumetto realizzati dagli studenti dell’Istituto Tecnico Turistico “Libetta”. A conclusione del PON FSE 2014/18 denominato “La legalità dai banchi al palcoscenico”, gli studenti del “Libetta” portano in scena lo spettacolo “Barbarossa e il tesoro di Càlena” interamente incentrato su Peschici e sulla sua preziosa abbazia, in programma giovedì 14 giugno (ore 20,30, auditorium comunale).

Muovendo da un fumetto che la Pro Loco di Peschici ha realizzato su idea di Vincenzo Vescera e di alcuni studenti del “Libetta”, i disegni sono diventati una sceneggiatura (a cura di Vincenzo Vescera e Veria Iacaruso) e quindi uno spettacolo teatrale per la regia affidata a Stefano Biscotti grazie alla preziosa collaborazione della prof.ssa Annamaria Marinozzi, musiche arrangiate dallo stesso Vincenzo Vescera ed eseguite da Rosy Gala; la scenografia curata da Nicola Costante. La storia parte dallo spettacolare scenario di Càlena, dove una piccola comunità di pescatori trascorre il tempo pescando e rammentando le reti: a un certo punto, a turbare la serenità del villaggio, arriva una delle flotte dei turchi Ottomani, per l’esattezza quella guidata dal corsaro Barbarossa.

Ma contrariamente all’immaginario collettivo, questo Barbarossa non depreda e non saccheggia, non distrugge ma cerca aiuto. E qui entrano in scena l'astuzia e la scaltrezza dei garganici, in particolare del coraggioso pescatore Elias. Che riesce a scongiurare il sacco della città promettendo a Barbarossa di condurlo dal monaco Frà Benedetto che vive nell’abbazia e che, con le sue erbe, potrebbe essere in grado di guarire la giovane figlia del corsaro, Karima (affetta da una grave malattia). Quasi una parabola dell'arte del cavarsela che s'impara tra grotte e mare, tra reti e pescato, una favola moderna su come sia possibile barattare il peggio con il possibile. Barbarossa sarà accompagnato attraverso il tunnel che collega l’abbazia di Càlena con la caletta dello Jalillo, e lo conduce al cospetto di Frà Benedetto, che da uomo di fede, non può non salvare questa giovane vita. La giovane e bellissima ragazza, conquisterà il cuore dell’umile pescatore peschiciano che la terrà con sé per sempre.

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Le tavole del fumetto realizzate dall'artista Lucio Palazzo, rappresentano un modo nuovo e interessante per riappropriarsi della storia e del fascino di Càlena, per riaccendere i riflettori su un bene comune dell’intera Capitanata che – come si diceva – è al centro di una contesa amministrativa molto delicata e complessa. “Con questo spettacolo – spiega il prof. Valentino Di Stolfo, dirigente didattico dell’I.T.T. “Libetta” – non intendiamo schierarci al fianco di nessuno in questa lunga contesa, ma semplicemente intendiamo dire che anche la comunità degli studenti peschiciani è molto attenta alle sorti di quello che considera un patrimonio della collettività. Anche i ragazzi non sono indifferenti alle sue sorti, e lo dimostrano con la civiltà di chi non può proporre soluzione ma deve favorire il ricordo e lo stimolo di un dibattito culturale”. Si ricorda che Santa Maria di Càlena – abbazia tra le più antiche d’Italia (872 d. C) e per l’appunto situata in agro di Peschici  – è stata ritenuta “Luogo del cuore” dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), a conferma dell’attenzione che la sua vicenda e il suo stato di degrado stanno suscitando nell’opinione pubblica. Questo il senso dello spettacolo, che intende evidenziare come – oltre al valore artistico e culturale dell’abbazia – il vero tesoro di Càlena possa essere rappresentato dalla sua stessa anima, dalla sua identità. Dal fatto stesso che esiste e che continuare ad esistere.

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