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Sabato, 2 Luglio 2022
Attualità Bovino

Il primo parco letterario in Puglia nasce a Bovino

Con delibera di Giunta n. 15 del 17 maggio 2022, l’Unione dei Comuni dei Monti Dauni, capeggiati da Bovino, ha approvato l’avvio delle procedure per aderire alla famiglia del Parchi Letterari dedicato a Mariateresa di Lascia

È stato presentato ieri il documento con le linee guida per la costituzione del Parco Letterario di Puglia intitolato alla scrittrice Mariateresa Di Lascia, che avverrà a Bovino il 18 giugno. Con l’istituzione del parco letterario pugliese, possibile grazie ad un’azione sinergica tra i comuni dell’unione dei Monti Dauni, con in testa il sindaco di Bovino, Vincenzo Nunno, ogni regione italiana avrà un parco letterario.

L’Unione ha deliberato l’avvio delle procedure per aderire alla ‘famiglia’ del parchi letterari con delibera di Giunta n. 15 del 17 maggio 2022. Accadia, Anzano di Puglia, Bovino, Candela, Deliceto, Monteleone di Puglia, Orsara di Puglia, Panni, Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia, insieme per onorare la memoria della scrittrice, parlamentare europea, vincitrice postuma del premio ‘Strega’. 

I parchi letterari sono percorsi lungo i luoghi di vita dei grandi scrittori. All’interno sono previste visite guidate, eventi e tante attività per tutelare il patrimonio culturale e l’ambiente, inteso come luogo dell’ispirazione. 

“È bello - dichiara la consigliera delegata alle Politiche Culturali presente oggi alla sottoscrizione delle linee guida assieme al Direttore del Dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia Aldo Patruno - quando i Comuni fanno squadra  e danno vita ad azioni come questa, che si inquadrano nel welfare culturale. Grazie al lavoro dei sindaci dei Monti Dauni oggi è stato possibile istituire il primo parco letterario pugliese intitolato alla scrittrice Mariateresa Di Lascia. Non accade mai che tanti Comuni quanti sono quelli che oggi hanno firmato questo patto esecutivo, si mettano insieme, decidano di collaborare, di fare qualcosa per il proprio territorio. Parliamo di una iniziativa unica che mette insieme cultura e natura, dando una enorme possibilità di crescita al territorio e migliorando la qualità della vita dei residenti. Dopo due anni di pandemia la cultura deve tornare a essere protagonista: è necessario credere ancora di più nel suo potenziale. Fare cultura, insegnare, dare strumenti ai nostri giovani, significa dare la possibilità a tutti di poter comprendere quello che accade. Per questo la giornata di oggi è così importante”.

Chi è Mariateresa Di Lascia 

Nacque a Rocchetta Sant'Antonio, il 3 gennaio 1954. Morì a Roma il 10 settembre 1994. Politica e scrittrice, una volta conseguita la maturità classica, si iscrisse all'Università di Napoli alla Scuola di Medicina e Chirurgia, con lo scopo di diventare missionaria laica. La politica, la sua passione, dettò l’abbandono. Aderì, nel 1975, al Partito radicale.  Nel 1982 fu eletta vicesegretario nazionale del partito, durante la segreteria di Marco Pannella, e deputata durante la IX legislatura. Un tumore le stroncò la vita. Il 10 settembre 1994, all'età di 40 anni, morì a Roma. La sua grande vena da scrittrice le permise, seppur dopo la sua dipartita, nel 1995, con il romanzo “Passaggio in Ombra”, edito dalla Feltrinelli, di vincere il Premio Strega.

I diritti civili, la lotta contro la fame nel Sud, l’ambiente, furono i suoi cavalli di battaglia. Nella convinzione liberale della non condizionante scelta politica, favorì la lotta a favore dell’aborto libero e dell’omeopatia. Dal 1985 al 1986 diresse con successo, il giornale Notizie Radicali, per il quale ha scritto e pubblicato articoli di ecologia, di medicina, di giustizia, di attualità politica. Aderì al Coordinamento Radicale Antiproibizionista e nel 1993 coordinò insieme ad Adriano Sofri la campagna "Un digiunatore al giorno" di solidarietà con le vittime della guerra nella ex Jugoslavia.

Nel 1990 fu tra coloro che proposero la difesa della legge Gozzini sulla riforma penitenziaria. Nel giugno del 1993 partecipò alla Conferenza sui Diritti Umani a Vienna, in cui manifestò in favore della causa di liberazione del Tibet. Nel 1993 fondò e diresse insieme a Sergio D'Elia, che sposò, “Nessuno tocchi Caino”, lega per l'abolizione della pena di morte nel mondo.

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