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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Il calvario degli oss esclusi dal maxi concorso del Riuniti: "Nessuno risponde"

I concorrenti depennati confidano nella Procura. E, intanto, l'Università Popolare L.u.c.e., riconducibile sempre all'istituto europeo Pegaso, propone la riqualificazione

"Non ci arrendiamo, andiamo avanti". Negli ultimi tre mesi, gli oss depennati dalla graduatoria del maxi concorso regionale indetto dagli Ospedali Riuniti di Foggia sono stati letteralmente rimbalzati da tutti, eppure non si danno per vinti.

Sono rimaste inevase anche le richieste inviate a mezzo pec alla Regione Puglia dall'avvocato del Foro di Bologna Michele Peretto. Per conto di una cinquantina di loro, a ottobre ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, nella speranza che possa verificare eventuali profili di responsabilità penale. In assenza di risposte da qualsivoglia interlocutore interpellato, si rivolgono all'autorità giudiziaria.

Nell'esposto, il legale ripercorre l'intera vicenda: i suoi assistiti tra il 2013 e il 2020 hanno partecipato ai corsi di formazione per operatori socio sanitari organizzati dall'Istituto Europeo Onlus Pegaso - che non ha nulla a che vedere con l'Università Telematica UniPegaso - con l'allettante prospettiva di ricevere una preparazione adeguata per la partecipazione ai migliori concorsi pubblici, nazionali e regionali, e soprattutto un attestato valido e spendibile presso enti pubblici e privati.

L'associazione di promozione sociale Pegaso Istituto Europeo, con sede legale in via Matteotti 111 a Foggia, risulta tuttora accreditata al ministero dell'Istruzione per l'anno scolastico 2021/2022, ed è facilmente verificabile sul sito del Miur, dove sono stati inseriti tra le informazioni dell'ente il sito universitaluce.it e l'indirizzo e-mail del direttore Domenico Di Conza.

Gli aspiranti Oss avevano ricevuto tutte le rassicurazioni del caso sulla validità dell'attestato ai fini del concorso unico regionale indetto nel 2018. Peraltro, tra i docenti del corso, erano presenti infermieri e medici del Policlinico Riuniti che i concorrenti hanno ritrovato anche in sede concorsuale. Di certo, se avessero conosciuto l'epilogo, non avrebbero speso soldi e tempo, un investimento non indifferente su un futuro negato.

Presentano la domanda, allegano l'attestato di qualifica professionale, partecipano al concorso ed entrano in graduatoria. "I titoli e i requisiti che abbiamo dichiarato sono stati verificati e protocollati prima della prova orale. Se il nostro attestato non fosse stato valido non avremmo potuto sostenerla - ripete uno di loro - E, invece, l'abbiamo anche superata: io ho preso 30/30 come allo scritto, sono entrato in graduatoria e da lì è iniziato un calvario senza fine".

A maggio di quest'anno arriva la doccia fredda: una determina dirigenziale dichiara la decadenza dalla graduatoria generale di merito per "mancata validità, certificata dalla Regione Puglia, degli attestati rilasciati da Aps Pegaso, non essendo tale soggetto un organismo accreditato per la formazione professionale e autorizzato all’erogazione di corsi di formazione Oss dalla Regione Puglia".

Increduli, vincitori e idonei in possesso di quell'attestato cominciano a scrivere alla scuola, poi al presidente della Regione Puglia e agli assessori, si rivolgono al sindacato e agli avvocati.

"Tutto questo non ha portato a nulla - spiega l'avvocato Peretto - muro contro muro, o peggio, muri di gomma. Nessuno risponde". Gli Oss Pegaso esclusi dal Concorsone, talvolta, si sono sentiti addirittura denigrati, proprio mentre vivono un momento difficile non solo dal punto di vista economico, ma anche psicologico. "Questa storia va avanti da quasi tre anni, tanto è vero che a giugno 2022 scade la graduatoria", dice uno di loro che si aggrappa alle ultime forze per arrivare fino in fondo.

In ballo ci sono le vite di un centinaio di persone e di altrettante famiglie. "Nell'esposto che abbiamo presentato uso proprio questo termine: dal momento in cui i concorrenti vengono eliminati dalla graduatoria comincia un vero e proprio calvario - afferma l'avvocato Michele Peretto - In Puglia, come in tutto il Sud, la situazione occupazionale non è delle migliori, c'era una grossissima aspettativa di vita rispetto a questa opportunità". La vera domanda è chi li ha illusi, prima di poter partecipare al concorso e poi di averlo vinto, salvo poi ritrovarsi con le speranze stroncate.

Gli Oss Pegaso ripercorrono quasi ossessivamente tutta la vicenda, senza tralasciare alcun passaggio, ormai scolpito nella loro memoria. "I nostri attestati sono equipollenti, sono riconosciuti in tutta Italia - vanno ripetendo - e i colleghi stanno lavorando, ovunque tranne che agli Ospedali Riuniti di Foggia". Parlano di centinaia di persone assunte in tutto il Paese, non casi sporadici.

In piena emergenza Covid, alcuni di loro sono stati chiamati anche dal Policlinico per pochi mesi, pescati proprio da quella graduatoria, e conservano le buste paga, i contratti e i badge che testimoniano la loro presenza nei reparti. Uno dei vincitori del maxi concorso ancora si domanda perché non sia stato chiamato, diversamente da alcuni idonei con lo stesso attestato: "L'unica risposta che mi sono dato è che gli attestati di noi vincitori sono stati mandati alla Regione e, mentre effettuava le verifiche, la graduatoria scorreva".  

Ora tutte le domande che frullano da mesi nella mente degli Oss sono state girate alla Procura affinché faccia luce sul caso. Vogliono la verità e chiedono di sapere perché, nonostante tutte le rassicurazioni, quell'attestato non è risultato valido, perché ai candidati è stato permesso di partecipare al concorso per poi sentirsi dire che non avrebbero potuto farlo e perché il controllo degli attestati non sia avvenuto preventivamente.

Ad aprile, prima ancora della determina ma quando ormai erano già partite le lettere di decadenza, la Regione Puglia, in una sua relazione si riproponeva di "percorrere l'unica strada possibile", vale a dire quella dei corsi di riqualificazione. Ma da lì a poco gli Oss Pegaso si sarebbero visti esclusi anche dal bando per la riqualifica che non prevedeva gli attestati equipollenti.

L'avvocato Peretto ha scritto più di una pec al presidente Michele Emiliano e all'assessore Sebastiano Leo per sapere in che modo la Regione Puglia volesse riqualificare gli Oss, ma niente, nessuna risposta.

Gli operatori socio sanitari esclusi hanno impugnato la sentenza del Tar dalla quale, secondo l'interpretazione del legale, si evincerebbe che gli attestati sono equipollenti e sarebbero stati spendibili se nel bando fossero stati previsti.

"Il problema nasce perché ci sono delle questioni tecniche affrontate male, dei vizi procedurali", afferma l'avvocato che dal primo momento sostiene come la legge europea obblighi la Pubblica Amministrazione a tener conto degli attestati equipollenti.

Ora attendono che venga fissata la prima udienza e se ne parlerà con tutta probabilità a gennaio. "Credevamo nel tribunale amministrativo e continuiamo a credere nel Consiglio di Stato".

Da qualche mese a questa parte e a tutt'oggi, i concorrenti esclusi vengono contatti da un'altra scuola di formazione, l'Università Luce, proprio quella indicata tra le informazioni dell'Aps Istituto Pegaso rintracciabili nella tabella del Miur. L’Associazione Università Popolare L.u.c.e., Libera Università delle Culture Europee, questa la dicitura completa, stando a quanto si legge sul sito riportato, sarebbe in attesa di accreditamento regionale - e si può solo immaginare che il riferimento sia alla Regione Puglia - mentre dichiara di essere ente accreditato per la Regione Calabria. La sede legale e il numero di telefono nei contatti coincidono con quelli dell'Aps Istituto Pegaso.

L'ente di formazione prometterebbe ora una riqualificazione, per di più gratuita, dell'attestato ottenuto mediante Pegaso dagli esclusi, risucchiati in una spirale che sembra non avere fine.

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