Lunedì, 14 Giugno 2021
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"Abbiamo rischiato anche noi". Oss idonei del maxi concorso scrivono a Mattarella: "Nostro diritto sancito dalla legge"

Lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella a nome dei 14mila idonei del maxi concorso oss della Regione Puglia che si è svolto a Foggia sul rispetto dell'articolo 97

Uno dei 14mila idonei del maxi concorso unico regionale per oss della Regione Puglia, scrive al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare "la grave situazione sanitaria che vive il nostro paese, la necessità non solo di sopperire a questa emergenza, ma anche di garantire nel futuro un sistema sanitario forte e stabile pronto ad affrontare qualsiasi problematica, può portare a diatribe e scontri tra categorie di lavoratori nel comparto sanitario. E gli idonei di questo concorso le scrivono solo perchè vogliono che vengano applicati i propri diritti come prevede la legge costituzionale"

Nella lettera a Mattarella si legge che "la regione Puglia prima di espletare questo concorso sopperiva in maniera parziale a tale esigenze andando a bandire “avvisi pubblici”, per garantire a tempo determinato personale andando a incrementare il precariato nella sanità. Con l’entrata in vigore della graduatoria del concorso di Foggia 17/06/2020, ha portato a scontri molto accesi tra il personale assunto tramite avviso e idonei, rivendicando ciascuno il suo diritto di lavorare per la pubblica amministrazione".

E ancora, "come recita l’Art. 97 della costituzione “si accede a svolgere le funzioni previste dai pubblici uffici tramite procedura selettiva per titoli ed esami”, e l’entrata in vigore della graduatoria fa immediatamente decadere gli avvisi pubblici e quindi anche dei contratti stabiliti tramite questa procedura. La nostra non vuole essere una guerra tra operatori, ma solo vogliamo rivendicare un nostro diritto sancito dalla legge e ottenuto con sacrificio e studio"

Prosegue la nota: "chiunque accetta un contratto a tempo determinato come prevede “un’Avviso Pubblico” è consapevole di un suo inizio e una fine. Questo anche se si lavora in una situazione di emergenza, in quanto la situazione d’emergenza non riguarda solo gli ospedali pubblici, ma anche e soprattutto strutture private di cura e assistenza, dove come riportano i dati vi sono maggiori possibilità di contagio presso queste strutture. Il lavoro e il rischio in questa fase riguarda tutte le categorie professionali e quelle all’apparenza più sicure si possono rilevare le più pericolose in quanto non si conosce il reale pericolo presente nella realtà lavorativa. E quindi risulterebbe oltre che illegale ma anche ingiusto confermare chi non ha superato un concorso pubblico e non garantire lo scorrimento di una graduatoria di persone che corrono lo stesso rischio di contagio, che con lo studio e sacrificio oltre al lavoro si sono garantiti questo diritto".

Dagli oss l'appello al presidente "di favorire l’applicazione del Art. 97 in modo da andare a ridurre e il precariato, garantire un sistema sanitario efficiente, e favorire chi per legge ne ha diritto andando a far scorrere le graduatoria per operatore socio sanitario di Foggia. Graduatoria unica regionale che tramite convenzione può essere utilizzata anche da altre regioni, andando cosi a garantire in maniera celere la richiesta di oss, velocizzando l’afflusso di personale nel comparto sanitario regionale, in quanto gli avvisi erogati, garantiscono contratti poco rispettosi e porta a molti rifiuti, non riuscendo cosi a sopperire la grande richiesta di personale. Come riferito dal Dpcm del 03/11/2020, che chiede a tutti gli enti della pubblica amministrazione di mettere a disposizioni le proprie graduatorie, in quanto a causa della pandemia, i concorsi pubblici sono bloccati. Qui oltre a favorire lo scorrimento della graduatoria cosi come enunciato dal Art. 97 della legge costituzionale italiana, chiediamo di favorire e indicare altre regioni diverse dalla Puglia ad attingere dalla nostra graduatoria data anche la massima disponibilità della regione Puglia a concederla, in modo da avere immediatamente e senza spese di reclutamento personale per combattere la Pandemia, e ridurre il precariato".

Gli idonei concludono: "Possiamo sembrare i cattivi a seguito delle iniziative mediatiche prese da chi lavora tramite gli avvisi pubblici, ma non lo siamo rivendichiamo solo il nostro diritto che ci garantisce la legge, anche perché tutti noi abbiamo lavorato, e rischiato nel nostro lavoro"

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