Sabato, 25 Settembre 2021
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Da oggi la nuova ordinanza sulla scuola: massimo 50% alle Superiori. Emiliano: "80% famiglie preferisce figli a casa"

L’attività didattica in presenza deve essere svolta nel limite del 50% della popolazione scolastica. Emiliano: "Nelle scuole elementari questa percentuale è circa al 50% perché evidentemente ci sono esigenze per le quali purtroppo le famiglie devono lasciare a scuola i figli"

Da questa mattina, lunedì 1 febbraio 2021, fino a sabato 6, entra in vigore la nuova ordinanza della Regione Puglia con cui le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che l’attività didattica in presenza venga svolta nel limite del 50% della popolazione scolastica. 

A tal fine, nell’ambito della propria autonomia, le istituzioni scolastiche organizzano le attività scolastiche, applicando preferibilmente la percentuale ad ogni singola classe e garantendo comunque la didattica digitale integrata per tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano richiesta, tenendo presente che a coloro che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. 

Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle  valutazioni del dirigente scolastico.

Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

Le istituzioni scolastiche devono comunicare, ogni lunedì della settimana, all’ufficio scolastico regionale e al dipartimento della Salute, attraverso la procedura predisposta su piattaforma, il numero degli studenti e il numero del personale scolastico positivi al Covid-19 o in quarantena, nonché tutti i provvedimenti di sospensione dell’attività didattica adottati la causa dell’emergenza Covid.

Nella ordinanza si legge anche che l’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, per i Cpia, si svolge in applicazione del D.P.C.M. 14 gennaio 2021, salvo quanto previsto al successivo punto 2.

Le istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione, per i Cpia garantiscono comunque il collegamento online in modalità sincrona per tutti gli alunni le cui famiglie, o loro stessi ove maggiorenni nel caso dei Cpia, richiedano espressamente di adottare la didattica digitale integrata, tenendo presente che a coloro che hanno chiesto la didattica digitale integrata, non può essere imposta la didattica in presenza. 

Tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza delle presenti disposizioni, salvo deroga rimessa alle valutazioni del dirigente scolastico.

Sulla ordinanza emanata il 22 gennaio scorso e sulle successive polemiche, Emiliano aveva sottolineato come l'80% delle famiglie pugliesi preferisca mantenere a casa i propri figli alle superiori: "Vuol dire che ci avevo visto giusto. Nel senso che era evidente che quel diritto andava tutelato. Nelle scuole elementari questa percentuale è circa al 50% perché evidentemente ci sono esigenze per le quali purtroppo le famiglie devono lasciare a scuola i figli. Per i bambini più piccoli la didattica in presenza è effettivamente più utile perché sono all’inizio del percorso scolastico, ma in questo modo si è equilibrato tutto”. 

Durante il dibattito sui temi della scuole ai tempi del Covid, tenutosi nei giorni scorsi presso un Istituto tecnico economico statale Les 'Ettore Carafa' di Andria. Emiliano aveva spiegato il senso delle sue ordinanze, uno dei temi al centro del confronto: “Le decisioni sulla scuola le prende il Governo. La Regione Puglia ha il compito di rendere compatibile il diritto all’istruzione e quello alla salute, tutelando il diritto di quei cittadini che non desiderano la didattica in presenza perché, come tutte le presenze fisiche, in questo momento presenta un margine di pericolo. A scuola vige l’obbligo di presenza, ma l’obbligo di frequenza durante una pandemia è inconcepibile. Chi pretende di dire ad una famiglia “devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola”, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione. Con le nostre ordinanze stiamo tutelando il diritto alla salute di coloro che vogliono rimanere a casa, visto che la scuola, a differenza di altri settori, ha previsto un sistema alternativo che è la didattica a distanza. L’ordinanza obbliga la scuola a fornire la didattica distanza. Siamo consapevoli della fatica molto grande degli insegnanti di avere una parte di studenti a casa e una parte in classe. Da qui le posizioni dei sindacati che tutelano i lavoratori e gli insegnanti. Bisogna però sopportare questa fatica e questo rischio. Spero che, attraverso il dialogo, riusciremo a gestire la logica sindacale e a far comprendere che durante una pandemia anche a scuola, come in tutti i settori, ci sono più sacrifici rispetto ai tempi normali. Penso riusciremo a trovare un punto di equilibrio, ferma restando la mia gratitudine a tutto il mondo della scuola per questi sacrifici”.

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