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Ordinanza antimovida a Manfredonia, Troiano: "Il virus non va a letto a mezzanotte. La responsabilità dei singoli fa la differenza"

Si è acceso il dibattito in seguito alla decisione presa dalla Commissione Straordinaria di chiudere le attività ristorative entro la mezzanotte. La deputata del Movimento Cinquestelle non ci sta: "Alcune persone non hanno capito che la libertà della fase 2 è legata alla responsabilità di mantenere il distanziamento. Il punto è questo, non punire i ristoratori"

“La movida è sotto la lente d’ingrandimento di molte amministrazioni locali italiane per il pericolo di assembramento che essa comporta. Non è un tema semplice ma credo vada affrontato al di là degli schieramenti politici. Nella mia città natìa, Manfredonia, la Commissione Straordinaria ha imposto la chiusura delle attività di somministrazione alla mezzanotte attraverso l’Ordinanza n.31/2020.

È chiaro che se dovessi limitarmi a ciò che vedo nelle foto del sabato sera, dovrei complimentarmi per l’operato della Commissione; ma non è così che si esamina e risolve un problema.

La realtà è che – indipendentemente dalla movida – alcune persone non hanno capito che la libertà della fase due è strettamente legata alla responsabilità di dover mantenere il distanziamento sociale. A mio avviso, il punto è questo, non punire i ristoratori per comportamenti non a loro direttamente attribuibili”, è quanto dichiara la deputata del Movimento Cinquestelle Francesca Troiano.

“Forse abbiamo dimenticato troppo in fretta quei mesi durissimi di lockdown, così come abbiamo dimenticato il ruolo chiave giocato dagli asintomatici nella trasmissione del virus. Probabilmente ci culliamo perché siamo leggermente più preparati rispetto al principio di questa vicenda, quando abbiamo deciso di chiudere l'Italia consci che gli operatori sanitari e le risorse ospedaliere (DPI, terapie intensive) non sarebbero bastate se avessimo lasciato circolare il virus con i piedi di sessanta milioni di italiani. Ma bisogna ribadire che essere preparati a contrastare la pandemia, non significa che siamo disposti a sacrificare i nostri nonni o i meno resistenti all'esposizione al virus”.

“La mia opinione – aggiunge l’esponente pentastellata – è semplice: il turismo, la ristorazione e ciò che ultimamente stiamo definendo “movida” sono settori che sostengono molte comunità (soprattutto nel Mezzogiorno) coinvolgendo migliaia di lavoratori e fornitori di beni e servizi. I limiti posti agli imprenditori rischiano di vanificare tutti i sacrifici da loro compiuti negli ultimi due mesi. Se educare “punendo” durante i giorni infrasettimanali può essere condivisibile per altre ragioni, chiudere le attività a mezzanotte anche venerdì e sabato è eccessivo. Gli incassi del weekend sono quelli che permettono agli imprenditori di portare l'utile a casa e garantire lo stipendio ai dipendenti. Non parliamo di pochi lavoratori, ma centinaia e centinaia di operatori del settore che muovono una parte importante delle economie locali. 

Il virus non va a letto a mezzanotte e non resta fuori dal supermercato, dal parco giochi o dalla tabaccheria. Serve la collaborazione tra tutti – conclude la Troiano – perché se un settore economico soffre, tutti gli altri ne risentono. Mi auguro che la Commissione Straordinaria valuti meglio il da farsi e rettifichi sensibilmente la via intrapresa. È il principio di responsabilità dei singoli che farà la differenza”.

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