Pugno di ferro della Regione contro gli omofobi. Luxuria all'attacco di Salvini: "E' finita la pacchia"

Il disegno di legge, incardinato in terza commissione, prevede un rafforzamento delle tutele nei confronti delle vittime di discriminazione determinata dall'orientamento sessuale e identità di genere

Vladimir Luxuria

“E’ finita la pacchia per gli omofobi. Chiuderemo i porti agli omofobi” . Fa il verso al Ministro degli Interni Salvini Vladimir Luxuria per commentare il disegno di legge regionale n.253 contro l’omofobia incardinato in terza commissione, a Bari. Foggiatoday la raggiunge mentre è in Puglia, a Polignano, a poche ore dall’ennesimo sfottò udito in spiaggia. “Il termine ricchione in Puglia è quello più usato per insultare un altro ragazzo. E’ entrato nel gergo quotidiano e questo la dice lunga su come siamo messi” osserva l’attivista foggiana ed ex parlamentare, che plaude all’iniziativa regionale: “Sono contenta, sia da militante che da pugliese. E’ un segnale che viene dato al Parlamento nazionale che su queste tematiche sta segnando un pericoloso arretramento culturale. Nei giorni scorsi il Ministro della Famiglia, Fontana, ha incontrato le forze più integraliste in materia, come il Popolo della Famiglia o gli omofobi di professione e di carriera politica. Sono preoccupata: con la scusa dell’ideologia gender, che è la più grande fake news, si rischia di fare passi indietro sul piano dei diritti”.

Anche in Puglia, tuttavia, la strada non sarà facile. Il provvedimento, datato 2017 e a firma dell’assessore Negro (poi deceduto), consta di 9 articoli che mirano a favorire il “raggiungimento dell’uguaglianza, formale e sostanziale, della persona” e a rafforzare il ruolo dell’istituzione regionale nella lotta alle discriminazioni e alla violenza di genere (con l’ipotesi di costituzione di parte civile, anche, dell’ente, nei processi). La scorsa settimana è stato bocciato in settimana commissione;  la prossima settimana andrà in terza commissione e già si preannunciano emendamenti da parte di tutte le forze politiche. “Ciò che preoccupa è soprattutto la parte relativa all’informazione nelle scuole” fa sapere l’uddiccino Napoleone Cera, che, riprendendo un po’ i sistemi di democrazia diretta pentastellati, ha sottoposto il disegno di legge ad un sondaggio sui social ricevendo solo 63 no su 2600 partecipanti. “Quindi voterò a favore” dice. Voterà a favore anche il Movimento 5 Stelle, dichiara Rosa Barone. Restano le opposizioni di centrodestra; il consigliere Giannicola De Leonardis ha espresso contrarietà in una nota stampa: “Un disegno di legge dalle numerose criticità rivelate anche dall’Avvocatura, e mirato a incidere in maniera pretestuosa e forzata in materie come le politiche del lavoro, della formazione e dell’istruzione, che non meritano certo di essere considerate materia di spot e presentano ben altre problematiche da affrontare. Così come non si possono strumentalizzare episodi isolati e persone attraverso leggi-bandiera inutili e addirittura dannose. Sarebbe molto più utile per la Puglia e i pugliesi, invece, dedicarsi alle vere emergenze”.

“L’omofobia esiste, purtroppo, ed è giusto contrastarla e punire chi ancora oggi pensa di farla franca e di essere legittimato ad insultare, a denigrare,  a discriminare una persona in base all’orientamento sessuale o all’identità di genere” dichiara, di contro Luxuria, che bolla i detrattori del provvedimento come “travestiti”: “sono omofobi travestiti da paladini della libera manifestazione del pensiero e della libertà di opinione; si trincerano dietro queste scuse per nascondere la loro omofobia”. “Penso – continua Luxuria- che prima o poi l’omofobia entrerà nel novero delle patologie dell’OMS perché effettivamente è una malattia da curare dallo psichiatra. Nel frattempo però bisogna far capire che questo atteggiamento non resterà impunito. Un recente sondaggio della Vodafone ci dice che sui luoghi di lavoro solo una minima parte nel 2018 si rivela. Si ha paura di ritorsioni, del mobbing, della discriminazione. Bene fa la Regione Puglia a dire che siamo la regione dell’accoglienza, dell’integrazione, della parità, dell’inclusività”.

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Cosa prevede il disegno di legge n. 253

Il lavoro e l’ambiente di lavoro sono contemplati all’art.2 laddove si dice chiaramente che la Regione “promuove specifiche politiche di formazione e per favorire l’inserimento lavorativo e la parità di accesso”; l’art.3 prevede attività di formazione e aggiornamento per gli insegnanti e per tutto il personale scolastico, nonché per i genitori, in materia di contrasto agli stereotipi di genere e di prevenzione del bullismo motivato dall’orientamento sessuale e dalla identità di genere; prevede altresì sostegno agli studenti in ambito scolastico e universitario. L’art.4 prevede la promozione di eventi socio-culturali che promuovano la cultura dell’integrazione e della non discriminazione; l’art.5 dispone interventi in materia socio-assistenziale  e socio-sanitaria di informazione, consulenza e sostegno in favore delle persone omosessuali, transessuali, transgender e intersessuate, e percorsi di formazione specifica per gli operatori del settore; l’art.6 prevede il soccorso, il sostegno e l’accoglienza per le vittime di discriminazione mediante i servizi sociali; l’art. 7 istituisce un Osservatorio regionale ad hoc. Ce n’è anche per i media: l’art.8, infatti, disciplina le funzioni del CORECOM prevedendo rilevazioni sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale  e locale nonché dei messaggi pubblicitari. Inoltre il CORECOM è chiamato a garantire adeguati spazi di informazione in ordine alla trattazione delle tematiche contenute nella proposta di legge. L’art. 9 attiene alla norma finanziaria (50mila euro per il 2018). Altre regioni hanno già legiferato in materia. 

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