Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VIDEO | Foggia e la sua voglia di legalità vivono nel ricordo di Falcone e Borsellino

 

Una piramide di acciaio che si insedia e taglia una lastra di pietra. L’acciaio inossidabile, che rappresenta l’azione dell’uomo, che va a rompere ciò che solo apparentemente sembra indistruttibile, come la pietra. E’ l’opera dell’artista Cristian Biasci, dedicata alla memoria dei giudici Falcone (di cui oggi ricorre il 26esimo anniversario dell’agguato mafioso nel quale trovò la morte insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro) e Borsellino, e svelata ufficialmente al pubblico nella nuova piazza intitolata ai due magistrati, dinanzi alla parrocchia del ‘S. Maria del Carmine’, a due passi dal Tribunale di Foggia.

“Foggia oggi rende omaggio al sacrificio di quei magistrati e a quello degli uomini della loro scorta. L’inaugurazione del monumento e del piazzale dedicati alla loro memoria è un segno della nostra gratitudine nei confronti di chi si immolò sull’altare della legalità, del contrasto alla criminalità organizzata, della repressione dell’antistato”, ha commentato il sindaco di Foggia Franco Landella. "Le stragi di Capaci e via D’Amelio sono due ferite non ancora rimarginate per l’Italia, che fecero vacillare negli italiani la speranza di sconfiggere la mafia. Quei sacrifici, però, non furono vani. Il lavoro dei due magistrati, che ingaggiarono una lotta senza quartiere per affermare il ruolo dello Stato, fu un seme. Da quella instancabile attività sbocciarono vittorie e successi contro la violenza e la cultura mafiose. Una Nazione non si identifica soltanto con la definizione dei suoi confini, ma anche attraverso i valori ed i simboli ai quali i suoi cittadini fanno riferimento; ed oggi possiamo affermare con forza che uno dei simboli dell’Italia è proprio l’eroismo di Falcone e Borsellino, il loro spirito di sacrificio ed il loro senso del dovere. Questa piazza e questo monumento vogliono essere dunque un invito a non smarrire la memoria, a custodirla e trasmetterla alle giovani generazioni. Sono l’affermazione della legalità e del rispetto delle regole, l’appello a combattere questa battaglia fianco a fianco e senza divisioni”, ha concluso il primo cittadino.

Per il Prefetto Mariani il martirio dei due giudici non fu una sconfitta, ma il punto di partenza della riscossa dello Stato. “Ricordo lo sconforto di quei giorni, ma non ci fu mai da parte nostra il dubbio sulla nostra scelta di campo. Anche gli eventi successivi, hanno rappresentato un momento in cui il nostro Paese ha saputo reagire con forza, compiendo le scelte giuste in materia di legislazione. Quei sacrifici sono il mio e il nostro punto di riferimento, e questo giorno ci deve ricordare anche quanto lo Stato sappia e possa essere forte nella lotta contro le mafie e l’illegalità. E questo vale di più in un territorio come quello della Capitanata, che ha grosse problematiche, ma dove lo stato ha raccolto il guanto di sfida e intende andare fino in fondo anche nel ricordo di Falcone e Borsellino.

Dare continuità al lavoro dei due magistrati, agendo nel solco delle loro azioni, è il modo migliore per ricordarli, secondo il Procuratore capo della Repubblica Vaccaro: “La lotta alla mafia e all’illegalità non si fa solo nei palazzi di giustizia o negli uffici delle forze dell’ordine, ma va fatta tutti insieme, ognuno facendo nel proprio piccolo la propria parte. Questo valore simbolico ispirerà la condotta di ognuno di noi: oggi sono orgoglioso perché Foggia ha fatto un passo importante sulla strada della legalità”.

Gli fa eco il magistrato Antonio Buccaro, vicepresidente del Tribunale di Foggia, secondo cui la legalità non è un concetto che piove dall’alto, ma un valore da condividere, nella quotidianità. La morte di Falcone e Borsellino è stato il momento in cui la coscienza civile di tutti gli italiani è stata scossa in maniera profonda e convinta dell’esigenza di reagire di fronte alla protervia dei fenomeni mafiosi. Questo monumento non è solo una massa di acciaio che rompe una pietra, ma il simbolo che esprime solidità e fermezza, la decisione nella lotta a ogni forma di criminalità. La mafia è solo il momento apicale di un fenomeno delinquenziale, ma la criminalità è qualcosa di più: è ciò che ci asfissia e assilla in tante e molteplici manifestazioni che rendono complicato il vivere civile, soffocano l’economia della città impedendole di avere un ruolo e la dignità che Foggia e i suoi cittadini meriterebbero”. “I foggiani – ha aggiunto Buccaro – sono persone generose, che vorrebbero vivere meglio in una realtà dove realizzare i sogni, far vivere i propri figli. Obiettivo reso difficile da raggiungere per una criminalità aggressiva; ma le cose stanno cambiando, c’è una consapevolezza maggiore, una maggiore dignità nei rappresentanti delle istituzioni, che hanno deciso di giocare fino in fondo questa partita”.

Potrebbe Interessarti

Torna su
FoggiaToday è in caricamento