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Riapertura scuole, Emiliano difende le ordinanze: "Tuteliamo il diritto alla salute. Inconcepibile l'obbligo di frequenza in pandemia"

Il commento del Governatore a durante un dibattito con gli studenti del Les 'Ettore Carafa' di Andria: "Chi pretende di dire ad una famiglia “devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola”, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione"

“Ho letto stamattina - ha proseguito Emiliano - che l’80% delle famiglie pugliesi vuole mantenere a casa i propri figli alle superiori. Vuol dire che ci avevo visto giusto. Nel senso che era evidente che quel diritto andava tutelato. Nelle scuole elementari questa percentuale è circa al 50% perché evidentemente ci sono esigenze per le quali purtroppo le famiglie devono lasciare a scuola i figli. Per i bambini più piccoli la didattica in presenza è effettivamente più utile perché sono all’inizio del percorso scolastico, ma in questo modo si è equilibrato tutto”. È quanto dichiarato dal Governatore Michele Emiliano, durante il dibattito sui temi della scuole ai tempi del Covid, tenutosi questa mattina presso l'Istituto tecnico economico statale Les 'Ettore Carafa' di Andria. 

Emiliano ha spiegato il senso delle sue ordinanze, uno dei temi al centro del confronto: “Le decisioni sulla scuola le prende il Governo - ha detto - La Regione Puglia ha il compito di rendere compatibile il diritto all’istruzione e quello alla salute, tutelando il diritto di quei cittadini che non desiderano la didattica in presenza perché, come tutte le presenze fisiche, in questo momento presenta un margine di pericolo. A scuola vige l’obbligo di presenza, ma l’obbligo di frequenza durante una pandemia è inconcepibile. Chi pretende di dire ad una famiglia “devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola”, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione. Con le nostre ordinanze stiamo tutelando il diritto alla salute di coloro che vogliono rimanere a casa, visto che la scuola, a differenza di altri settori, ha previsto un sistema alternativo che è la didattica a distanza. L’ordinanza obbliga la scuola a fornire la didattica distanza. Siamo consapevoli della fatica molto grande degli insegnanti di avere una parte di studenti a casa e una parte in classe. Da qui le posizioni dei sindacati che tutelano i lavoratori e gli insegnanti. Bisogna però sopportare questa fatica e questo rischio. Spero che, attraverso il dialogo, riusciremo a gestire la logica sindacale e a far comprendere che durante una pandemia anche a scuola, come in tutti i settori, ci sono più sacrifici rispetto ai tempi normali. Penso riusciremo a trovare un punto di equilibrio, ferma restando la mia gratitudine a tutto il mondo della scuola per questi sacrifici”.

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