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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Figli da maternità surrogata: due tribunali pugliesi danno l'ok alla trascrizione dei certificati di nascita

In entrambi i casi le coppie, assistite dal team legale dell’associazione Luca Coscioni coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, si erano viste rifiutare, da parte degli ufficiali di stato civile dei loro comuni di residenza, la trascrizione integrale del certificato di nascita dei loro figli, emesso dalle autorità ucraine e regolarmente trasmesso dal consolato italiano ai comuni competenti

L'associazione Luca Coscioni fa sapere che in Puglia, due tribunali, hanno affermato che il riconoscimento dello stato giuridico di un minore nato da gravidanza per altri all’estero, è un diritto inviolabile. Le due importanti sentenze riguardano la trascrizione di certificati di nascita, emanati da autorità straniere, di bambini nati in Ucraina.

In entrambi i casi le coppie, assistite dal team legale dell’associazione Luca Coscioni coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, si erano viste rifiutare, da parte degli ufficiali di stato civile dei loro comuni di residenza, la trascrizione integrale del certificato di nascita dei loro figli, emesso dalle autorità ucraine e regolarmente trasmesso dal consolato italiano ai comuni competenti.

A seguito della mancata trascrizione integrale del certificato di nascita la genitorialità risultava solo del genitore biologico e non anche della madre, in pieno contrasto con la legge 40 del 2004 che sancisce che tutti i nati sono figli legittimi della coppia che ha usato le tecniche di procreazione medicalmente assistita.

In un caso, su segnalazione di rito che il Consolato italiano effettua per i casi di rientro in Italia di coppie con neonati, la coppia era stata iscritta nel registro degli indagati per il reato di “alterazione di stato”, previsto dall’articolo 567 del codice penale che punisce chi, nella formazione di un atto di nascita, altera lo stato civile di un neonato, mediante false certificazioni o attestazioni o altre falsità.

Il giudice delle indagini preliminari ha accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero, affermando l’inesistenza di qualsiasi forma di falsità ideologica da parte dei genitori e riconoscendo che l’atto di nascita è stato formato nel rispetto della legge del luogo in cui è avvenuta la nascita del bambino: i genitori non avrebbero potuto fare altro se non dichiarare di essere entrambi i genitori del bambino, altrimenti avrebbero violato la normativa ucraina in materia di filiazione.

La coppia, tramite gli avvocati dell’associazione Luca Coscioni, aveva presentato ricorso per la completa trascrizione dell’atto di nascita con entrambi i genitori e il Comune, dopo la notifica del ricorso, ha provveduto alla trascrizione corretta prima della prima udienza.

Nel secondo caso, il Comune aveva trascritto il certificato di nascita, legittimamente formatosi in Ucraina, riconoscendo solo la genitorialità al padre e non anche alla madre in quanto genitore non biologico. Dopo un lungo percorso legale, il tribunale civile con una ricca e motivata Ordinanza e al fine di garantire la massima tutela giuridica possibile del minore anche nel nostro ordinamento, afferma che “si tratta semplicemente di riconoscere al meglio tale tutela già garantita da un atto di nascita indiscutibilmente valido ed efficace, la cui trascrizione difforme è innanzitutto illegittima prima che illogica, e comunque contraria a questa tutela, in aperto contrasto con i diritti fondamentali del minore”.

Il giudice ha ordinato all’ufficiale di stato civile del Comune di trascrivere l’atto con entrambi i genitori e ha condannato il Comune e il Ministero degli Interni al pagamento delle spese legali a favore della coppia.

“Dalla Puglia arrivano due decisioni importanti, ottenute grazie alla determinazione delle famiglie che si sono rivolte a noi, proprio nei giorni in cui la Commissione Politiche europee del Senato sta lavorando a un parere su questo tema e mentre il Ministero degli interni con Circolare 3/2023 comunica ai Sindaci che i certificati di nascita per i nati da coppie dello stesso sesso non devono essere trascritti integralmente, ignorando l’invito della Corte Costituzionale ad emanare una norma adeguata sul tema”, ha dichiarato Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.  

“Entro il 23 marzo il Parlamento italiano dovrà inviare alle istituzioni europee un parere sulla proposta di Regolamento in materia di ‘Giurisdizione, legge applicabile, riconoscimento delle decisioni e accettazione degli strumenti autentici in materia di genitorialità’. Le sentenze dei tribunali pugliesi, applicando il diritto interno, ricalcano la linea della proposta europea, ovvero il pieno riconoscimento della genitorialità e, dunque, del rapporto di filiazione in situazioni transfrontaliere in modo unitario tra gli Stati. Chiediamo al Parlamento che il parere sia positivo, al fine di eliminare discriminazioni illegittime tra i nati da coppie dello stesso sesso e da coppie eterosessuali, e conforme a quanto già le norme interne prevedono e i tribunali affermano per i figli di alcune coppie. Nel contempo stiamo lavorando affinché sia depositata e discussa la proposta di legge sulla gravidanza solidale per altri che abbiamo elaborato con associazioni ed esperti”.

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