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Giovedì, 26 Maggio 2022
Attualità Isole Tremiti

Dieci anni fa ci lasciava Lucio Dalla, l’artista di 'Com'è profondo il mare' che cantò l’amore per le Tremiti e il Gargano

Era il primo marzo 2012 e Lucio Dalla veniva stroncato da un infarto in Svizzera. La madre era una sarta di Manfredonia. Indissolubile il suo legame con il Gargano e le Isole Tremiti

Sono trascorsi dieci lunghi anni dal quel primo marzo 2012, quando in un albergo di Montreux in Svizzera, Lucio Dalla veniva stroncato da un infarto. La notizia fece subito il giro della rete e in milioni, tra fan e intenditori, si affrettarono a commentarla sui social network.

Lucio Dalla avrebbe compiuto 69 anni tre giorni dopo, quel 4 marzo a cui dedicò una straordinaria canzone, ispirandosi, nientepopodimeno che a Manfredonia, dove sua madre lavorava come sarta. Con lei spesso si recava da Padre Pio a San Giovanni Rotondo, di cui, si disse dopo la sua morte, era molto devoto.

Il cantautore bolognese era legatissimo al Gargano ed era innamorato delle Diomedee, dove trascorreva le vacanze estive nella sua residenza, si esibiva in spettacoli dal vivo, scriveva e componeva le sue musiche a bordo del suo yatch 'Brilla&Billy'. "In quella barca deve esserci la musica, quando salivi lì sopra sapevi che eri nella casa di Dalla ed era fatta di suoni" dirà Ambrogio Sparagna.

Lucio Dalla amava il mare, così tanto che si espose in prima persona nella battaglia contro le trivellazioni nell'Adriatico. Nessuna dimenticherà la sua partecipazione alla manifestazione di Termoli: "Quando scrissi 'Com'è profondo il mare', non avrei mai pensato che 32 anni dopo mi sarei ritrovato qui di fronte una situazione del genere, tra le trivelle', dichiarò. Ai tremitesi donò anche un’opera in bronzo.

Per Lucio Dalla parlare del Gargano significava famiglia, passato e presente. Amava le sue bellezze, che ha cantato fino a quando, purtroppo, il destino ha scritto gli ultimi versi di quell’infinito racconto e amore reciproco tra lui e quel “qualcosa di unico” fatto di “ulivi verdi, blu del cielo potentissimo e bianco della roccia”, appunto il Gargano.

Ciao Lucio, ci manchi tanto!

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