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La villa comunale di Lucera transennata

La villa comunale di Lucera transennata

A Lucera 20 minuti per salutare i propri cari defunti: dal 4 il cimitero riapre di mattina dal lunedì al venerdì. La villa resta chiusa

Il sindaco Antonio Tutolo ha provveduto a rimodulare anche gli orari delle attività commerciali per consentire l'asporto, ma contesta l'allentamento delle restrizioni da parte del Governo: "Ci stanno sacrificando alle volontà dell'economia"

Niente da fare per la villa comunale di Lucera, non riaprirà il 4 maggio. Anche per la sua particolare conformazione e i numerosi punti di accesso, non ci sono le condizioni per il rispetto delle prescrizioni, e cioè per evitare assembramenti e garantire la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Il sindaco Antonio Tutolo ha disposto, dunque, con apposita ordinanza, la chiusura (e il divieto d'accesso) fino al 17 maggio dell'intera villa compresi viali e piazze, di tutti gli spazi pubblici ed aree pubbliche. Il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile, del resto, pur autorizzando l'accesso a parchi, ville e giardini pubblici specificava come fosse condizionato al rispetto delle disposizioni e che, in caso contrario, il sindaco avrebbe potuto disporne la chiusura temporanea.

Riapre, invece, dal 4 maggio il cimitero ma nei soli giorni feriali, dal lunedì al venerdì, e solo di mattina, dalle 8.30 alle 12.30. Accederanno massimo 20 persone alla volta e sarà il personale cimiteriale a contingentare gli ingressi. Funzionerà così: dopo le prime venti persone entrate, verrà consentito l'ingresso dell'utenza nella misura di una in uscita e una in entrata. La durata massima di ciascuna visita è fissata in 20 minuti. È fatto obbligo di indossare guanti e mascherine. È vietata ogni forma di assembramento, anche nelle cappelle.

Il sindaco Antonio Tutolo ha provveduto, inoltre, a rimodulare l'orario di apertura delle attività commerciali fino al 17 maggio, con effetto immediato. Ingrosso e dettaglio chiudono alle 19, ad eccezione delle rivendite di giornali, farmacie, parafarmacie e della ristorazione esclusivamente con consegna a domicilio e con asporto. Bar, pasticcerie e gelaterie chiuderanno comunque alle 19. Ristoranti, pizzerie, pub, rosticcerie e friggitorie alle 22. Vige il divieto di consumare prodotti all'interno dei locali o di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi. Confermate le chiusure domenicali e festive (sempre ad eccezione di edicole, farmacie e parafarmacie) ma consentito l'asporto e la consegna a domicilio.

In aperta polemica con Regione Puglia e Governo, dopo gli ultimi provvedimenti, nell'annunciare le ordinanze, il sindaco di Lucera si è sfogato, con i suoi toni coloriti, lamentando che i controlli non possono più nulla: "Vorrei capire cosa si scrive a fare nel Dpcm 'per comprovata necessità', 'motivi di lavoro' o 'motivi di salute'. Scrivete: quello che volete fare lo potete fare". 

La fase due, nelle sue parole, è un gioco al massacro, anzi, un nuovo "reality show: chi vuol essere contagiato?". E poi chiarisce ulteriormente la sua opinione sull'allentamento delle restrizioni: "Ci stanno sacrificando alle volontà dell'economia". Da qui il richiamo alla responsabilità dei cittadini: "Ormai potete fare quello che volete, dipende tutto da voi e sappiate che non è passato nulla". 

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