Giovedì, 23 Settembre 2021
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Puglia gialla ma in zona arancione. Regione aumenta i posti letto in terapia intensiva. "Ormai la frittata è fatta"

Da oggi 8 febbraio in Italia ci sono 17 regioni e province autonome in zona gialla e quattro, tra cui la Puglia, in zona arancione. Lopalco avrebbe chiesto al ministero di rivedere la colorazione. Sul piede di guerra il gruppo consiliare regionale della Lega

17 regioni e province autonome gialle, quattro arancioni (Trentino Alto Adige provincia di Bolzano, Umbria, Sicilia e Puglia) e alcuni comuni umbri e abruzzesi in zona rossa. Questa la cartina epidemiologica dell'Italia a partire da oggi lunedì 8 febbraio 2021.

Tiene banco il caso Puglia, regione che fa registrare sì un numero elevato di decessi per l'infezione al Covid-19 ma anche un calo dei contagi (ieri il tasso di positività è sceso all'8,7%). 

Penalizzata dal bollettino delle terapie intensive, oltre che da un qui pro quo circa la comunicazione dei nuovi posti letto - ritardo che non ha evitato di stabilire al 37% la percentuale di occupazione - nell'ultimo monitoraggio dell'Iss e ministero della Salute, relativo all'ultima settimana di gennaio, la Puglia (indice Rt inferiore a 1) è rientrata tra le regioni a rischio alto (era 'moderato' la settimana precedente al dossier)

Nonostante Pierluigi Lopalco e Michele Emiliano nei giorni scorsi abbiano palesato la loro contrarietà alla zona gialla, nella giornata di sabato l'assessore alle Politiche della Salute avrebbe contestato la classificazione della Puglia in zona arancione, chiedendone il passaggio in zona gialla. 

Richiesta che fa il paio con l'aggiornamento della rete dei posti letto Covid e non Covid, duecento in più, che d'ora in poi dovrebbe abbassare la percentuale degli effettivamente occupati, ben lontana dalla soglia critica.

Contrario alla zona arancione il gruppo consiliare della Lega Puglia (Davide Bellomo, Giacomo Conserva, Gianfranco De Blasi, Joseph Splendido: "È impressionante la velocità - dichiara Bellomo - con cui il presidente Emiliano, il suo assessore Lopalco e il direttore del Dipartimento promozione della salute Vito Montanaro cambiano atteggiamento sulle restrizioni che il Cts e il ministero della Salute impongono alla regione Puglia. L'arancione era tanto desiderato: “meglio rimanere in zona arancione” diceva Emiliano solo qualche giorno fa, e Lopalco addirittura l'invocava per tutta l'Italia. Ora, a frittata fatta, invocano il giallo. Peccato che a fare le spese della loro schizofrenica gestione siano le attività commerciali pugliesi. Saremo, se tutto va bene, ancora una settimana in zona arancione con tutte le limitazioni del caso che colpiscono “in primis” i bar ed i ristoranti, costretti al solo servizio da asporto fino alle 18.00, ma anche i negozi al dettaglio che, in pieno periodo di saldi, non possono contare sui loro clienti abituali residenti fuori comune. Un vero disastro, - continua Bellomo - che si poteva evitare con l'attivazione di una ventina di posti in terapia intensiva, che a quanto pare, oltre a quelli creati ma ancora non collaudati, con il Covid Hospital in Fiera del Levante, ci sono anche nella rete ospedaliera ordinaria, e che, però, sarebbero rimasti inattivi perché non ritenuti essenziali in questo particolare momento. È lo stesso direttore Montanaro a confessarlo, senza vergogna, in un'intervista rilasciata ad una emittente locale. I posti sarebbero stati attivati venerdì nella Bat, peccato che al CTS il dato non sia stato comunicato in tempo utile per le sue valutazioni. E così l'algoritmo del Ministero ci lascia ancora in arancione e le nostre imprese patiranno le restrizioni per altri sette giorni. Delle due l'una: o siamo di fronte ad un caso di inadeguatezza nella gestione pandemica, oppure si tratta di decisioni politiche ponderate che giocano con le imprese ed i lavoratori di interi settori economici. Spero nella prima ipotesi, perché altrimenti sarebbe davvero troppo. Non si può continuare a far vivere la regione nelle restrizioni Covid perché il mal gestito sistema sanitario pugliese non è in grado di reggere le conseguenze di una Puglia con più aperture e meno limitazioni!”.

ZONA ARANCIONE: COSA SI PUO' FARE

All'interno del proprio Comune, è fortemente raccomandato di non spostarsi, dalle 5:00 alle 22:00, salvo che per esigenze di lavoro, studio, salute, necessità e per usufruire di servizi non sospesi

È possibile praticare l’attività venatoria o la pesca dilettantistica nel proprio Comune

Possibile recarsi in un altro Comune (nella stessa Regione) per attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune (per esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis), oppure nel caso in cui questa comporti uno spostamento (per esempio corsa o bicicletta), purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza

Nei piccoli Comuni con max 5mila abitanti saranno consentiti spostamenti in un raggio di 30km (eventualmente anche in un'altra Regione) con divieto di spostamento nei capoluoghi di provincia

Ristoranti/locali aperti solo per asporto dalle 5:00 alle 22:00. Consegna a domicilio sempre consentita

Consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata (visite ad amici e parenti), all'interno del proprio Comune, una sola volta al giorno fra le 5.00 e le 22.00, nei limiti di due persone. Sono esclusi dal conteggio minori di anni 14, disabili o non autosufficienti conviventi

All'esterno del proprio Comune, è vietato qualsiasi spostamento salvo che per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute, necessità e per usufruire dei servizi non sospesi e non disponibili all'interno del proprio Comune

Consentita attività motoria solo nel proprio Comune

Mostre e musei chiusi

Autocertificazione sempre richiesta dalle 22:00 alle 05:00 (ore di coprifuoco) e per spostamenti fuori dal proprio Comune

Bar, gelaterie e pasticcerie aperti solo per asporto dalle 5:00 alle 18:00. Consegna a domicilio sempre consentita (attività identificate da codici ATECO 56.3 e ATECO 47.25)

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