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L'oratorio 'San Paolo' è realtà, 60mila euro dai fedeli e già 80 iscritti in pochi giorni. Don Antonio: "Al Cep un segno di speranza per Foggia"

A tagliare il nastro dei locali, ristrutturati grazie ad una partecipata raccolta fondi popolare, è stato l’arcivescovo mons. Vincenzo Pelvi, che ha fortemente creduto nel progetto. Il parroco Menichella: “Le famiglie hanno accolto con grande entusiasmo il nostro progetto”

L’oratorio ‘San Paolo Apostolo’, al quartiere Cep, è realtà, ed è pronto ad accogliere bambini, adolescenti e ragazzi della grande comunità parrocchiale (circa 10mila i fedeli) foggiana.

A tagliare il nastro dei locali - circa 200 mq, completamente ristrutturati grazie ad una partecipata raccolta fondi popolare - è stato, la scorsa domenica, l’arcivescovo di Foggia, mons. Vincenzo Pelvi, che ha fortemente creduto nel progetto promosso dal parroco, don Antonio Menichella. “Le famiglie hanno accolto con grande entusiasmo il progetto”, spiega don Antonio a FoggiaToday.

“Da subito si è compresa l’importanza educativa di avere un luogo per i ragazzi in questo quartiere e in questa zona di Foggia. Il nostro - spiega il sacerdote - vuole essere un segno di speranza, un piccolo fiore che è nato e ora va aiutato a crescere”.

L’esempio a cui guardare è quello dei grandi educatori, come San Filippo Neri e San Giovanni Bosco: “Il nostro obiettivo è far crescere i ragazzi della parrocchia in modo sano e in un luogo sano, contribuendo a fare di loro dei bravi cristiani e degli onesti cittadini”.

Le attività dell’oratorio sono partite in contemporanea con l’inizio dell’anno pastorale. Le proposte, diversificate per classi d’età, verranno calendarizzate nel mese di novembre. Le porte dell’oratorio saranno aperte il martedì, mercoledì e giovedì dalle 18.30 alle 20, e la domenica dalle 11.30 (dopo la celebrazione della Santa Messa) fino alle 13.00.

Già 80 i bambini e adolescenti che si sono iscritti; 10 gli animatori parrocchiali arruolati per far crescere il progetto. "Un oratorio in periferia è un segno di grande speranza. L’obiettivo è  creare un luogo di crescita e divertimento, in cui i giovani possano tessere relazioni e qualificare il loro tempo libero - fare attività di laboratorio, giocare, passare del tempo insieme - in modo reale e non mediato da un telefonino”, conclude

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