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La storia di Giuseppe Sciarra, regista foggiano vittima di bullismo omofobico quando era bambino: "Per i miei coetanei me lo meritavo"

Sarà presto presentato 'Ikos', breve documentario prodotto da Cinetika, che racconta la vita del regista foggiano e degli atti di bullismo subiti in paese quando era bambino: "Mi chiamavano frocio e ricchione. Ero odiato per quello che ero e fui costretto a nascondermi e a non uscire più di casa"

Si intitola 'Ikos', il breve documentario realizzato dal regista foggiano Giuseppe Sciarra. Prodotta da Cinetika, è la drammatica vicenda del regista foggiano raccontata dall'attore Edoardo Purgatori, che attraverso video VHS della famiglia Sciarra e performance art del regista pugliese ci racconta l'inferno del bullismo vissuto da Sciarra quando era bambino. Dall'età di otto anni venne additato come omosessuale dai suoi coetanei in un paesino del sud in provincia di Foggia, ciò fece scaturire una caccia alle streghe  di cui fu vittima. Il regista racconta che veniva preso in giro, minacciato e spesso picchiato. Anche alcune persone adulte lo deridevano per i suoi atteggiamenti e le sue movenze. 

"Per i miei coetanei farmi del male era normale. Me lo meritavo perché non ero come loro. Non facevo a botte. Non  giocavo a  calcio. La mia ingenuità, la mia purezza e soprattutto il fatto che fossi effeminato comportavano una punizione", racconta il regista foggiano. 

"Frocio! Ricchione devi morire! Erano le frasi che mi sentivo dire da quando avevo otto anni. Ero odiato in paese per quello che ero e fui costretto a nascondermi e a non uscire più di casa. Non dissi nulla ai miei genitori di quello che accadeva. Mi vergognavo. Con loro finsi che andava tutto bene ma ogni giorno morivo dentro". 

Ikos è la storia di tanti. Di troppi ragazzi vittime di bullismo. Questo è il messaggio in sintesi del documentario il cui intento è rendere giustizia alle molte vittime di bullismo, quelle che si sono uccise e i cui casi spesso sono stati archiviati sbrigativamente e quelle che invece sono morte lentamente vivendo una trauma che si porteranno dietro per tutta la vita. 

Il documentario uscirà prossimamente e può contare sul supporto di partnership importanti come la p&g, 4dot digital, Gaiaitaliapuntocom notizie, Napoli Cultural Classic, L'associazione culturale La svolta, Full Immersion. Inoltre con l'attivista e scrittore lgbtq FTM Massimo d'Aquino - anche lui vittima di bullismo omofobico - Sciarra sta preparando un progetto da portare nelle scuole con lo scopo di scuotere quante più coscienze possibili e creare un movimento per contrastare il bullismo. Inoltre, sia Sciarra che D'Aquino a mezzo stampa stanno cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema rilasciando interviste. 

Sciarra e D'Aquino sono diventati amici un anno fa e, scambiandosi reciprocamente confidenze, vorrebbero che sul piano penale ci fossero pene più incisive per contrastare questo triste fenomeno. Se sul versante del cyberbullismo si sta facendo qualcosa sul bullismo non c'è ancora una legge specifica che lo punisca come reat. Lo scopo del regista e dello scrittore, pertanto, è fare in modo che questo avvenga al più presto,onde evitare che ci siano altri Andrea Spezzacatena, David Peruffo o Michele Ruffino che si tolgano la vita.

"Chi sopravvive al bullismo o si autodistrugge oppure reagisce dimenticando quanto gli è accaduto e cercando di rifarsi una reputazione. Gli ex bullizzati - aggiunge Sciarra - devono raccontare le loro storie, farsi sentire. Lo devono a se stessi e al loro dolore ma soprattutto a quegli adolescenti ancora vittime dei bulli e delle loro violenze"

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