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Domenica, 29 Maggio 2022
Attualità Rignano Garganico

Un moderno Giano Bifronte 'spunta' tra i tetti di Rignano Garganico: è l'ultima opera di Alessandro Tricarico

L’opera, temporanea perché creata di un materiale poco durevole come la carta,  rappresenta il secondo di una serie di templi dedicati a divinità nostrane, semidei con pregi e difetti umani

Una testa bifronte ‘spunta’ tra i tetti di Rignano Garganico. E’ l’ultima opera di Alessandro Tricarico nel progetto ‘Pantheon del Gargano’ (qui i dettagli).  L’opera, temporanea perché creata di un materiale poco durevole come la carta,  “rappresenta il secondo di una serie di templi dedicati a divinità nostrane, semidei con pregi e difetti umani ma ammantati da un'aura di misticismo”, spiega Tricarico.

“I luoghi scelti sono fuori dalle rotte turistiche, posti bellissimi che purtroppo sono poco conosciuti ai più. Tutti situati sul Gargano, promontorio sacro di natura e terra di miti e leggende. Questo tempio si trova sul lato est del borgo antico di Rignano Garganico, il consiglio è quello di cercarlo e perdersi nelle sue bellissime stradine”, aggiunge. “Rignano è legata a questa divinità nel suo etimo, si pensa infatti che il suo nome derivi da “Ara Jani”: Altare di Giano, colui che presiede a tutti gli inizi”.

“Protettore dei luoghi inaccessibili, dei cancelli, delle scale, dei passaggi, dei recinti e delle porte, con i due volti che guardano a ciò che è stato e ciò che sarà. Divinità dotata di vista pantotenica ma volutamente qui rappresentato con gli occhi chiusi, in segno di resa nei confronti di un presente atroce, superficiale e ostaggio di giudizi intrisi di perfidia. Come se Bifronte sospirasse chiudendo gli occhi, concentrandosi su cosa è davvero importante”, conclude l’artista, originario di San Marco in Lamis.

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