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"Sono passati quattro mesi e dobbiamo occuparci ancora di chi doveva essere vaccinato a gennaio"

Questo il commento rilasciato all'Adnkronos dal presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri, Filippo Anelli sui furbetti del vaccino, che il responsabile del Nirs l'avvocato La Scala ha definito "sleali", che hanno saltato la fila.

Mentre il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l'assessore Pier Luigi Lopalco chiedono ai medici di medicina generale di non tenere le dosi in frigorifero ma di usarle tutte - "Mi raccomando, svuotate i frigoriferi e vaccinate tutti, con la priorità naturalmente per i fragili" - continua a tenere banco il tema dei furbetti del vaccino, di coloro cioè che hanno saltato la fila: tra questi ci sono anche minorenni tra i 14 e i 17 anni, raccomandati e volontari della ultima ora.

"Il problema più grosso è politico: c'è stato un ministero della Salute che ha deciso un piano vaccinale. Poi c'è stato qualcuno che lo ha sovvertito interpretando liberamente". Questo il commento rilasciato all'Adnkronos dal presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri, Filippo Anelli sui furbetti del vaccino, che il responsabile del Nirs l'avvocato La Scala ha definito "sleali", che hanno saltato la fila.

Secondo i dati del Nucleo Ispettivo regionale sanitario della Regione Puglia, fra tutti i vaccini fatti agli operatori sanitari, uno su cinque è andato a persone che non appartengono alla categoria: "La politica si assuma la sua responsabilità ammettendo di aver interpretato diversamente il piano, anche pensando, probabilmente di far bene"

Anelli ha spiegato che riceve segnalazioni di medici che non sono stati ancora vaccinati pur chiedendolo: "Questo perchè, in molti casi, c'è stata una libera interpretazione di chi amministra le regioni. E' stato interpretato il socio sanitario come ospedale free Covid. E' stato vaccinato il personale amministrativo prima che completassero i medici e le altre categorie"

Per il dr Anelli si è trattata di una "gravissima scorrettezza che ha messo in crisi l'intero comparto del piano vaccinale, al punto che chi aveva la priorità non è stato vaccinato"

Ergo, conclude il presidente, "sono passati quattro mesi e ancora dobbiamo occuparci di quelli che dovevano essere vaccinati a gennaio, operatori sanitari, Rsa e ultraottantenni".

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