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Le "Donne in rete" di Foggia si ribellano: sciopero contro il femminicidio, il ddl Pillon e uno Stato che non tutela abbastanza

L'associazione di via Guerrieri ha aderito all'iniziativa promossa dal movimento nazionale 'Non una di meno'. Una giornata dedicata alle lotte femministe di ieri e oggi

 

L’8 marzo non è solo una giornata di festa, ma soprattutto di riflessione. Tra rivendicazione di diritti non ancora pienamente ottenuti e protesta verso alcuni provvedimenti che non tutelano la figura della donna, c’è chi ha deciso di celebrare l’8 marzo scioperando. Come l’Associazione Donne in Rete di Foggia, che ha aderito allo sciopero globale organizzato dal movimento nazionale ‘Non una di meno’.

Una giornata dedicata alle lotte femministe di ieri e oggi. Un invito a interrompere ogni tipo di attività, per riflettere e protestare: contro ogni forma di violenza (gli ultimi due femminicidi ieri a Messina e Napoli, ndr), contro il disegno di legge Pillon, già oggetto di reiterate contestazioni, a detta di molti fortemente penalizzante e nei confronti dei figli, e nei confronti di quelle donne vittime di violenza che decidono di separarsi. E infine l’opposizione all’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche.  

L’8 marzo si sciopera, per chiedere maggiori diritti, maggiori tutele allo Stato che non fa abbastanza, che ancora oggi “lascia i problemi addosso alle donne che denunciano”.

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