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Per la chiesa di San Lorenzo servono altri 175mila euro, Iacovangelo: "Esborso inutile. Completare i lavori in base agli accordi iniziali"

Il consigliere comunale presenterà una mozione al prossimo Consiglio Comunale, per sollecitare l'ultimazione dei lavori "senza includere ulteriori richieste finanziarie"

“Per terminare i lavori della chiesetta rurale di San Lorenzo in Carmignano, all’estrema periferia di Foggia, sono stati richiesti 175.000 euro in più rispetto a quelli già concordati e in parte stanziati di 465mila euro. Non condivido tale scelta”, è quanto dichiara il consigliere comunale Dario Iacovangelo, che lo scorso 8 marzo ha protocollato una mozione da presentare al prossimo Consiglio Comunale “sicuro che sarà condivisa da tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza affidandomi al loro alto senso di responsabilità istituzionale”. 

Iacovangelo, da anni promotore del recupero del bene risalente al 1200 d.C. ricostruisce le varie tappe che hanno visto per protagonista la chiesetta rurale di San Lorenzo: “Il responsabile unico del procedimento, Pio d’Orta aveva elaborato una richiesta fatta dal progettista dei lavori di San Lorenzo, l’architetto Antonio Di Gennaro, in cui si evidenziava la necessità di effettuare opere suppletive (area esterna e riscaldamento a pavimento) rispetto al progetto iniziale di recupero e consolidamento della chiesetta. Questa somma dovrebbe trovare conferma e impegno attraverso una variazione al piano attuale triennale di bilancio. Ricordo a me stesso e quindi a tutti che “l'obiettivo principale di queste opere era il recupero e il consolidamento statico dell’edificio”. Già a novembre scorso avevo interrogato la giunta sul termine dei lavori e soprattutto sulla custodia e valorizzazione di questo importante bene storico. L’amministrazione Landella si è impegnata in maniera alacre per recuperare i fondi che erano stati stanziati in capo ad un Pis e che si rischiava di perdere per alcune negligenze e per le lunghe inerzie che avevano caratterizzato in tempi passati l’opera. Nell’ultima audizione di marzo richiesta dal sottoscritto sono emerse le tante criticità tecniche e amministrative che ha dovuto subire l’opera negli anni, e la necessità addirittura di rimuovere quello che era stato fatto attraverso i precedenti appalti. Poi la richiesta di questo nuovo esborso di 175mila euro di denaro pubblico”.

Iacovangelo ricorda che fino a oggi sono state effettuate già tre liquidazioni per lo stato di avanzamento dei lavori per un importo di 336mila euro: “Per questo motivo chiedo che si proceda con l’ultimazione dei lavori seguendo quelli che erano stati gli accordi contrattuali iniziali, senza includere ulteriori richieste finanziarie, che oltre a ritardare l’ultimazione degli interventi, potrebbero mettere a rischio la conclusione dei lavori stessi, proprio come quanto avvenuto in passato”.  

“Trovo inutile – aggiunge il consigliere comunale – l’opera di riscaldamento a pavimento, visto che senza questa ulteriore opera, San Lorenzo sarebbe comunque visitabile. Si tratta di una chiesetta rupestre dall’inestimabile valore storico e non di un edificio di moderna costruzione o di una Spa”

“Sono passati troppi anni da una prima volontà di ricostruzione (che risaliva ai tempi del sindaco Orazio Ciliberti) ad oggi, che pare si possa giungere in tempi brevissimi alla conclusione dei lavori, così come affermato in audizione dal Responsabile unico del procedimento (Rup) senza ulteriori opere suppletive addirittura in "trenta giorni". 

A rischio c’è il ritorno ad un ulteriore stato di abbandono e degrado; ad oggi è un’area di libero accesso senza alcuna attività di cantiere”. 

Iacovangelo ritiene inutile un ulteriore esborso di soldi pubblici che potrebbero essere destinati altrove: “Allo stato attuale è opportuno completare i lavori e arrivare ad una soluzione definitiva per la custodia e la valorizzazione di un bene così importante che è testimonianza preziosa dell’urbanizzazione del territorio sul quale sorse la stessa Foggia; capire effettivamente se c'è la volontà anche da parte delle Curia di assumersi le proprie responsabilità di fronte ad un bene recuperato”.

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