Quarantena impossibile nei container di via San Severo. Il virus non ferma l'Arca: "Alloggi? Lavoriamo per farli uscire"

Entro metà maggio potrebbero essere consegnate anche le case in fase di ristrutturazione. Rassicurazioni da Pascarella pronto agli acquisti. Sotto la cenere cova una guerra tra poveri, che contrappone chi è uscito dal campo e chi no

Il campo di via San Severo

"La gente dei container è esasperata, sta facendo una quarantena fuori dal normale, i bambini che vivono lì dentro non riescono nemmeno a studiare". Giulia Frascolla, da sempre masaniello della rivolta dei baraccati, tra le prime a mettere piede fuori da quell'inferno di lamiere in via San Severo, non si dà pace. In 28 metri quadrati non ce la fanno più. "Dobbiamo salvare subito quelle famiglie". E chi meglio di lei che ci ha vissuto può sapere cosa significhi. È una bomba ad orologeria innescata da tempo, che potrebbe esplodere da un momento all'altro. Sotto la cenere cova una guerra tra poveri, che contrappone chi è uscito e chi no dalle case di latta.

"Sono rimaste solo 25 famiglie, possibile che non le riescano a sistemare?". I giorni che passano lenti durante la pandemia scorrono pericolosamente fino all'anniversario dei quindici anni dell'esilio nelle unità abitative, ormai ricettacolo di muffa e insetti, circondate oggi dalle macerie di quelle liberate e abbattute per evitare occupazioni abusive, che aggiungono altro degrado a una delle baraccopoli simbolo dell'emergenza abitativa a Foggia. La percezione delle famiglie, che carica di preoccupazioni il clima già appesantito dall'attesa, è che le procedure per smantellare il campo siano paralizzate in questo tempo sospeso e che i lavori dei primi alloggi assegnati siano sospesi.

Il numero uno dell'Arca Capitanata Donato Pascarella, che non si sottrae mai al confronto con le famiglie, armandosi spesso di tanta pazienza, può smentire le donne dei container e rassicurarle: "La nostra attività non si è assolutamente bloccata. Stiamo lavorando per dare le case a tutti i nuclei familiari residui. La settimana prossima avrò il quadro degli alloggi che potremmo comprare e potremo anche procedere a stilare un cronoprogramma delle consegne e delle ultimazioni". Il dato in suo possesso, al netto dei 14 alloggi già messi a disposizione dall'ex Istituto Autonomo Case Popolari, alcuni dei quali in fase di ultimazione, è di 21 nuclei familiari residui. "Sulla base del decreto del presidente Emiliano, l'azione dell'Arca si è estrinsecata in due tipi di azioni: in primo luogo, verificare la disponibilità di alloggi vuoti di sua proprietà per metterli a disposizione del Comune - spiega l'Amministratore Unico dell'Agenzia regionale per la casa e l'abitare della provincia di Foggia - Questo è stato fatto: abbiamo messo a disposizione 14 alloggi che sono stati assegnati dal Comune alle famiglie dei container, alcuni dei quali sono attualmente in fase di ristrutturazione perché è evidente che debbano essere idonei. Ci sono alcune difficoltà da parte delle imprese per il reperimento di materiali e l'impiego dei lavoratori che devono agire in sicurezza. Le manutenzioni straordinarie, comunque, malgrado tutto, nonostante le criticità della situazione attuale, sono in fase di ultimazione. Le imprese stanno procedendo, spero entro la metà di maggio di consegnare tutti gli alloggi che stanno ristrutturando. Per quel che riguarda invece l'altra attività che dovevamo porre in essere, quella relativa alla verifica della possibilità di acquistare degli alloggi, i nostri uffici, questa settimana, nonostante il lockdown, hanno continuato a lavorare e hanno ultimato tutti i sopralluoghi presso gli alloggi che erano stati offerti in vendita. La settimana prossima gli uffici mi consegneranno il  quadro degli alloggi per i quali si può procedere all'acquisto, anche in relazione alle dimensioni dei nuclei familiari rimasti".

Ci saranno sicuramente altri alloggi, l'Amministratore Unico dell'Arca ci mette la mano sul fuoco. La manifestazione di interesse per l’acquisto di alloggi sul libero mercato, in virtù del Decreto del Presidente della Giunta Regionale numero 59 del 29 gennaio scorso che ha dichiarato lo stato di emergenza e di grave pericolosità relativamente all’area campo container e ha autorizzato Arca a procedere all'acquisizione, è ancora aperta. "Non abbiamo indicato una scadenza al fine di garantire la massima possibilità di partecipazione - conclude Pascarella - Anche la settimana scorsa sono pervenute delle offerte e abbiamo proceduto ai sopralluoghi per fare il punto della situazione. Se ne dovessero arrivare altre, ben venga".

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